“Diffama il teatro che è stata chiamata a dirigere”

In tanti si sono indignati leggendo l’intervista rilasciata qualche giorno fa al Corriere della Sera da Laura Sicignano, genovese, direttore artistico del Teatro Stabile di Catania.
E alcune grandi firme siciliane del teatro e della cultura hanno firmato una lettera di risposta. Tra i firmatari anche Pippo Baudo, Leo Gullotta, Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina.
“Bisognava aspettare una “continentale” – si legge nella lettera – per scoprire che i 60 anni di storia gloriosa dello Stabile non valevano niente e che solo negli ultimi 3 anni, quelli della sua direzione, sono stati rivoluzionati tutti i canoni estetici!” rinnovando i “linguaggi artistici fermi agli anni Cinquanta”.
Si manifesta anche “sconcerto per le parole offensive e vergognose con le quali la signora Sicignano ha voluto etichettare i catanesi, definendoli “estremamente espansivi, cerimoniosi, a volte chiacchieroni”, dove nell’avverbio “estremamente” è racchiuso tutto il fastidio per i suddetti comportamenti”.
“È davvero incredibile che una persona che ricopre un ruolo pubblico possa fare dichiarazioni di una rozzezza e di una arroganza simili.”
In risposta alla lettera la Sicignano, volendo evidentemente recuperare, attribuisce la responsabilità delle sue parole al suo “stile ligure, brusco, a volte al limite della maleducazione.”
Molto oltre il limite, egregia signora, se possiamo permetterci.





