/// Invia un contenuto >>

76 ANNI FA CADEVA UCCISO ANTONIO CANEPA

17 Giugno 2021

Rino Piscitello

Comandante separatista, professore, brillante intellettuale siciliano

Il 17 Giugno 1945, presso Murazzu Ruttu, a Randazzo in provincia di Catania, cadeva ucciso, insieme a due giovani universitari, in uno scontro a fuoco con i Carabinieri, Antonio Canepa, “il professore guerrigliero”.

Antonio Canepa è stato una delle figure intellettuali più di spicco della Sicilia che usciva dalla guerra.

Personaggio controverso ma di grande fascino per i giovani siciliani dell’epoca.

Nato nel 1908 e laureato nel 1930 con 110 e lode in giurisprudenza. Nel 1932 tenta un colpo di stato antifascista a San Marino. Viene dichiarato insano di mente e ricoverato in una clinica di Palermo, probabilmente anche grazie all’intervento della potente famiglia.

Appena cinque anni dopo, nel 1937 ottiene la cattedra all’Università di Palermo e poi a Catania in Storia delle Dottrine Politiche e Storia dei trattati e politica internazionale.

Nel 1938 scrive l’opera in tre volumi “Sistema della Dottrina del Fascismo”, opera per la quale riceve elogi dal regime. Spiegherà solo dopo che l’opera è infarcita di riferimenti antifascisti.

Pare che risalga a questo periodo il contatto con i servizi segreti inglesi.

Certo è invece che nel 1943 è autore di uno dei pochissimi episodi di lotta partigiana in Sicilia, avendo fondato, insieme con alcuni suoi studenti, il Gruppo Etna, formazione clandestina che si rese protagonista di azioni di guerriglia, quale quella all’Aeroporto di Gerbini, che costò ai tedeschi la perdita di quasi tutti i caccia stanziati nell’isola.

Nel 44 è partigiano in Toscana dove ha uno scontro con il Comitato di Liberazione Nazionale.

Torna in Sicilia nell’autunno del 1944 dove incontra, proprio il giorno della strage del pane a Palermo, Andrea Finocchiaro Aprile, leader del MIS (Movimento per l’Indipendenza della Sicilia) e lo convince a fondare l’EVIS (Esercito Volontario Indipendenza Sicilia.

Ma la storia sta cambiando e gli alleati che prima vedevano di buon occhio i separatisti, dopo Yalta decidono che è ora di scaricarli.

Non si è mai saputo se il 17 giugno del 1945 Canepa cade in un normale posto di blocco o in un agguato organizzato a causa delle mutate condizioni internazionali.

Era un figlio del suo tempo, di un tempo del quale non possiamo certo avere alcuna nostalgia.

Ma, a prescindere dalla valutazione che oggi dopo 76 anni ne possiamo dare, dobbiamo riconoscere che senza quelle lotte separatiste e senza il MIS non ci sarebbe stato lo Statuto autonomista della Regione Siciliana e forse neanche le regioni italiane e l’Italia sarebbe stata ipercentralista come la vicina Francia.

La Sicilia ha quindi un grande debito nei loro confronti.

Canepa è stato luci ed ombre come tanti uomini di grande spessore ma certo di lui va condivisa ancora oggi la frase rimasta celebre:

“La Sicilia di domani sarà quale noi la vogliamo: pacifica, laboriosa, ricca, felice, senza tiranni e senza sfruttatori.”

/// Prima pagina

/// Articoli correlati

Il tuo contenuto è stato inviato correttamente.
Riceverai l'url da condividere dopo la pubblicazione