Sono entrati in acque in cui sconsigliamo di entrare

Con oggi siamo al novantaduesimo giorno di sequestro dei 18 pescatori di due pescherecci siciliani nelle mani delle milizie del generale Haftar.
Ci si aspetterebbe una trattativa convulsa del Ministro degli Esteri per riavere i nostri pescatori che, è bene specificarlo, non hanno violato nessun tipo di acque territoriali, bensì pescavano in acque internazionali contese dalla Libia che non ha mai riconosciuto la convenzione internazionale che stabilisce le acque territoriali entro le dodici miglia marine dalla riva.
E invece Di Maio se la cava con una frase fatta dicendo che sta facendo il possibile. E poi aggiunge con vero sprezzo del pericolo: “Sono entrati in acque in cui sconsigliamo da sempre di entrare, e questo lo dico perché si sappia, non bisogna entrare nelle acque protette.”
Da oggi, ufficialmente, quindi abbiamo trovato i colpevoli: sono gli stessi pescatori.





