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A 40 ANNI DALLA MORTE DI PIPPO FAVA

5 Gennaio 2024

Rino Piscitello

Sono passati 40 anni da quel 5 gennaio del 1984, quando la mafia uccise Pippo Fava, giornalista e scrittore catanese.

Aveva 59 anni. Fu ucciso con cinque colpi di pistola alla testa, all’interno della sua macchina ferma vicino al Teatro Stabile di Catania.

Aveva appena lasciato la redazione de I Siciliani, mensile di inchiesta e di denuncia da lui fondato e del quale era direttore che aveva più volte denunciato la contaminazione e la coordinazione tra mafia, politica e imprenditoria.

Per il suo omicidio sono stati condannati all’ergastolo Nitto Santapaola, capo di Cosa nostra a Catania come mandante, e Aldo Ercolano come esecutore.

Tanti furono i tentativi di depistaggio e di inquinamento della verità.

Nell’ultima intervista televisiva a Enzo Biagi il 28 dicembre 1983 Pippo Fava aveva denunciato per l’ennesima volta l’intreccio tra mafia e potere politico: «I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Tutto parte dall’assenza dello Stato e dal fallimento della società politica italiana e forse anche della nostra democrazia».

Pochi giorni dopo veniva ucciso.

Oggi un corteo partirà a Catania da via Roma e raggiungerà via Giuseppe Fava, davanti alla lapide alle ore 17,00. Alle ore 18,00 al Centro culture contemporanee, in piazzale Rocco Chinnici, vi sarà un dibattito dal titolo «Fare (non solo) memoria», moderato da Luisa Santangelo, al quale interverranno Sebastiano Ardita, Pietrangelo Buttafuoco, Claudio Fava, Michele Gambino e Francesco La Licata.

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