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ALL’OMBRA DEL PREGIUDIZIO

31 Luglio 2021

Francesco Cimò

Quando la stampa dà consapevolmente un’ingiusta lettura politica di fatti privati

La nostra società è piena di pregiudizi e l’avvento dei social li ha spesso alimentati.

Tutto questo è aggravato dai toni sempre più alti e dal meccanismo amico/nemico che si è impadronito di ogni confronto dialettico.

La stampa, anche quella partigiana (e noi riconosciamo di esserlo), dovrebbe però svolgere sempre un ruolo di avversaria di tutti i pregiudizi ed evitare di contribuire alla loro diffusione.

In questi giorni un consigliere comunale della città di Licata per ragioni assolutamente personali ha sparato al suo socio in affari.

Il consigliere comunale era stato eletto nella lista della Lega pur non avendo mai aderito né avendo mai svolto alcun ruolo nel partito.

Quasi tutti i giornali italiani e siciliani, hanno più o meno titolato: “Consigliere leghista spara al socio”.

Tutti sanno, essendo giornalisti, che una frase di questo tipo induce il lettore a una valutazione di tipo associativo, ossia di legame tra il fatto di aver deciso di sparare e il fatto di essere leghista.

E tutti sapevano, nel momento in cui hanno deciso quel titolo, che la cosa non era vera.

Il pregiudizio insito in quei titoli mortifica il ruolo della stampa.

È vero che, utilizzando questo avvenimento in modo strumentale, il segretario di un partito avverso (Barbagallo del PD) ha cercato di collegarlo incomprensibilmente con i toni usati da Salvini.

Ma la stampa non può fare lo stesso errore.

Noi non siamo leghisti ma crediamo che il giudizio nei confronti di qualsiasi partito debba attenere esclusivamente alle sue posizioni politiche e mai alle tragedie umane di qualche suo militante.

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