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ANCE SICILIA A PARLAMENTARI: VIA I NUOVI LIMITI AL 110%

31 Gennaio 2022

Redazione

Ance Sicilia chiede ai parlamentari di togliere i nuovi limiti al 110%

Il presidente dell’Ance Sicilia (Associazione Nazionale Costruttori Edili) , Santo Cutrone, ha scritto a tutti i parlamentari nazionali eletti in Sicilia.

Bocciare le nuove modifiche previste dal governo nazionale

E ha chiesto loro di adoperarsi, nelle commissioni di merito e in Aula, affinché sia bocciata la modifica al Superbonus 110% introdotta dal governo nazionale.

Modifica che per prevenire il ripetersi di truffe prevede che si possa operare una sola cessione dei crediti fiscali.

E sbloccare le piattaforme di Cdp e Poste italiane

Ha chiesto inoltre l’impegno per sbloccare subito le piattaforme di Cassa depositi e prestiti e di Poste Italiane per la cessione dei crediti fiscali.

“Da quando si è saputo di questa modifica, nonostante ancora non sia convertita in legge – riferisce Cutrone – le banche, gli intermediari finanziari, Cassa depositi e prestiti e Poste Italiane hanno bloccato tutto.

I cantieri aperti si sono dovuti fermare e non se ne possono aprire di nuovi.

La spinta del 110% si è esaurita

La formidabile spinta alla ripresa impressa dal Superbonus 110% si è così esaurita”.

“Il governo nazionale – prosegue Cutrone – piuttosto che affrontare seriamente il problema come aveva proposto l’Ance, ha preferito limitare frettolosamente il Superbonus 110%; e ha previsto questa enorme sciocchezza che sta solo producendo un disastro per le imprese serie e per l’occupazione”.

Il presidente di Ance Sicilia nella sua nota illustra una situazione drammatica:

“Le imprese fanno la fila davanti alle banche, agli intermediari finanziari, alle Poste e a Cdp, trovando la porta chiusa; non si aprono più nuovi cantieri e i lavori in corso si fermano perché le opere eseguite non potranno essere pagate.

Le banche non accettano più crediti fiscali

Infatti, le banche e gli intermediari finanziari non accettano più di acquisire crediti fiscali ceduti dalle imprese; le quali a loro volta, non possono più praticare lo sconto in fattura ai clienti.

Questo perché, non potendo più le banche cedere, a loro volta, i crediti fiscali a operatori specializzati, non intendono tenerseli in pancia per anni.

Anche in Sicilia il Superbonus 110% si è sgonfiato: la maggior parte delle imprese si è fermata e sta licenziando il personale che aveva assunto”.

“Oggi – sottolinea Cutrone – l’unica possibilità in attesa dell’iter parlamentare resta quella di cedere i crediti fiscali alle piattaforme create da Cassa depositi e prestiti e da Poste Italiane.

Essendo Stato, non avrebbero problemi a tenersi in pancia tali crediti, ma queste piattaforme sono incredibilmente bloccate.

Occorre sbloccarle subito!”.

Cutrone conclude l’appello ai parlamentari: “Le truffe non si fermano così.

L’unico strumento valido ed efficace è quello che avevamo proposto:

istituire un albo di imprese serie e qualificate che certamente non si espongono a simili pratiche illegali, e intensificare i doverosi controlli preventivi.

I problemi esistono nel nostro Paese, ma vanno risolti con strumenti tecnici idonei, non con colpi di spugna”.

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