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ANCE SICILIA: I FONDI PER IL SUD NON SIANO GESTITI DAL NORD

8 Aprile 2021

di: Nino Piscitello

I costruttori lanciano l’allarme sul sistema dei General Contractor

Durissima nota del Presidente dell’Associazione Costruttori della Sicilia, Santo Cutrone, che ipotizza un patto tra la politica italiana e le potenti lobby del Nord  che accetterebbero di dare più risorse al Sud, ma solo a condizione che i benefici siano incassati al Nord tramite i general contractor, ovvero i colossi nordisti delle costruzioni, a scapito delle imprese locali del mezzogiorno e della Sicilia.

L’ANCE Sicilia dice quindi no al regime di monopolio dei general contractor sulle opere pubbliche del Sud, in particolare in Sicilia, che esclude del tutto le imprese locali dalla possibilità di partecipare alle gare d’appalto.
Il disegno nazionale sarebbe quello di un Accordo quadro che, con la scusa di fare presto e replicando il “modello Genova”, assegni direttamente ai general contractor tutti gli interventi che saranno finanziati con il “Recovery Plan” e anche con le risorse europee della programmazione ordinaria.

Quindi, a proposito della Sicilia, – prosegue Cutrone – non solo le grandi infrastrutture strategiche che sono già affidate in lotti di importo troppo elevato per l’imprenditoria locale, ma i general contractor avrebbero a loro completa disposizione anche tutti gli interventi di manutenzione stradale e ferroviaria che potrebbero invece dare ossigeno alle imprese locali stremate dalla crisi. Niente più gare, niente più regole e trasparenza, controlli al minimo indispensabile.

Contro questa operazione – continua il Presidente di ANCE Sicilia – occorre una forte presa di posizione della Regione col sostegno compatto di tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, nell’interesse comune di salvaguardare il futuro delle imprese locali, dei lavoratori edili e delle loro famiglie. E per questo facciamo appello alla Regione Siciliana e alle altre Regioni del Sud affinché nell’incontro di oggi organizzato dal premier Mario Draghi sul “Recovery Plan”, protestino contro questo disegno che, ancora una volta, fa leva sul sentimento anti-imprese locali.

“I colossi delle costruzioni – conclude Cutrone – vogliono mettere le mani su ogni centesimo che arriverà dall’Unione europea, relegando le imprese locali al ruolo di subappaltatori a vita. Segnaleremo alla Commissione Europea qualsiasi accordo in tal senso che violerebbe palesemente le linee guida della stessa Commissione Ue sull’utilizzo obbligatorio delle risorse a favore della riduzione del gap economico e sociale del Sud”.

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