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ARS, TEST ANTIDROGA: LIMITATA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE

SI RENDANO PUBBLICI I NOMI DI CHI SI SOTTOPONE AL TEST E QUANTI DEPUTATI RISULTANO POSITIVI

17 Aprile 2024

Redazione

Ismaele La Vardera

Ieri è stato il primo giorno del test antidroga all’ARS ed è apparso evidente che anche quest’anno si è trattato semplicemente di una tribuna demagogica organizzata di fatto dal deputato Ismaele La Vardera.

La Vardera ha gettato la maschera e, mettendo anche in imbarazzo il presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno, ha testualmente dichiarato: “Oggi al Parlamento, su mia iniziativa i deputati potranno fare il test antidroga …”.

E ha proseguito, dopo aver fatto il test, cercando di far apparire utile un’iniziativa totalmente priva di qualsiasi utilità.

Gli argomenti usati sono stati quelli triti e ritriti del quanto sono bravo io e quanto sono cattivi gli altri.

“Noi per primi dobbiamo dare l’esempio …”, “Mi auguro che anche a Roma i deputati e senatori facciano lo stesso, ma ho qualche dubbio.”, “Io pubblicherò il risultato del test sperando che anche i miei colleghi facciano lo stesso …”, e così via. Queste la frasi del capogruppo del partito di Cateno De Luca.

Ma non è riuscito a spiegare a cosa serve un test che non dà alcuna informazione al cittadino, limitando peraltro la libertà di informazione.

Resta ovvio che i risultati del test sono privati e quindi nessuno può renderli pubblici senza il consenso degli interessati. Non si comprende però perché non debbano essere resi pubblici i due unici dati utili dell’iniziativa. Ossia i nomi di chi si sottopone al test (iniziativa pubblica per personalità pubbliche) e soprattutto quanti deputati (non certo i loro nomi) risultino positivi al test.

Non rendere pubblici questi due dati consente forse all’on. La Vardera di dimostrare la sua purezza, ma limita al contempo la libertà di informazione.

Sono due dati che nessuno ha il diritto di tenere riservati.

Il presidente dell’ARS, che anche quest’anno non ha fatto l’errore, che qualcuno forse aveva sperato facesse, di impedire l’iniziativa di La Vardera, renda pubblici questi due dati che, come tutti sanno, non è legittimo mantenere segreti.

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