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BARBAGALLO LO SMEMORATO SEGRETARIO REGIONALE DEL PD

9 Aprile 2021

Rino Piscitello

Attacca Musumeci e dimentica di aver sostenuto Crocetta

Ex sindaco del Comune di Pedara con l’MPA di Lombardo, nel settembre 2012 fa i bagagli e si trasferisce nel PD giusto in tempo per candidarsi alle regionali e per diventare deputato nella legislatura del Governo Crocetta e poi assessore al turismo, sport e spettacolo.

Nel luglio 2020 diventa segretario regionale del PD e da allora non smette di produrre comunicati stampa: contro il governo Musumeci e contro chiunque possa essere considerato vicino.

Da alcune settimane la sua parola d’ordine è diventata “Musumeci si deve dimettere”.

Che in un sistema parlamentare, un Presidente eletto dal popolo non abbia alcuna ragione di dimettersi, non lo sfiora nemmeno.

L’obiettivo ovviamente è ricreare un caravanserraglio simile a quello di Crocetta e farlo governare per alcuni anni.

Forse l’on. Barbagallo ha dimenticato che i siciliani hanno provato rabbia e vergogna durante il governo Crocetta e chi ha partecipato a quel governo dovrebbe scusarsi e rimanere in silenzio per un lungo periodo.

Ma Antony Barbagallo detto Entoni (come riportato nella sua candidatura) evidentemente non vive questo rimorso e continua a produrre comunicati.

Tra le sue ultime dichiarazioni ve ne sono due particolarmente esilaranti.

La prima è un’intemerata contro i dirigenti regionali che sarebbero tutti pronti ad inchinarsi al loro capo, Nello Musumeci. “Siamo molto preoccupati – dice Barbagallo – per il comportamento di alcuni dirigenti generali della Regione siciliana, che dimostrano di non essere imparziali come impone il loro ruolo, ma totalmente asserviti alla politica. Un dirigente non può e non deve essere il ‘servo’ del politico, ma deve mantenere l’imparzialità.”

Certo, ci si può sempre aspettare di tutto, ma che un assessore di Crocetta potesse invocare l’indipendenza e la terzietà dei dirigenti regionali è davvero troppo.

La seconda è la presa di posizione a favore del sindaco di Messina che aveva pesantemente insultato il vicepresidente Armao il quale risponde alla provocazione di De Luca in tono minore utilizzando un modo di dire palermitano sfottente ma per niente offensivo: “Va sucati un prunu” (che ovviamente Barbagallo non conosce).

Il segretario del PD interviene, stigmatizza le parole di Armao e si schiera dalla parte del sindaco di Messina, uomo fortemente eccentrico, certamente non di sinistra e notoriamente non amato dal PD messinese.

Parole in libertà quindi e toni legati al concetto di amico – nemico che in politica dovrebbero sempre essere evitate.

Un po’ di silenzio in più non guasterebbe, ma evidentemente Barbagallo si è molto affezionato alle sue parole.

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