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BRUSCA RIPUGNANTE, MA QUELLA LEGGE È UTILE

2 Giugno 2021

Umberto Riccobello

Se venisse cancellata, la mafia festeggerebbe

Per tutta la giornata di ieri si sono susseguite le prese di posizione sulla scarcerazione di Giovanni Brusca, collaboratore di giustizia e reo confesso dell’assassinio di circa 150 persone, responsabile del barbaro omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo e dell’assassinio di Giovanni Falcone, della moglie e dei poliziotti della scorta.

Dall’estrema destra all’estrema sinistra, i rappresentanti della politica tutta hanno pesantemente criticato la scarcerazione di quello che in molti hanno definito una belva e hanno chiesto che la legge sia cambiata.

La rabbia è comprensibile ma riflettere è un dovere per chiunque faccia politica.

In questi anni, anche se ovviamente in modo sommerso, solo i mafiosi hanno chiesto la cancellazione o almeno l’attenuazione della legge sul cosiddetto pentitismo che ha avuto l’effetto di decimarli facendo loro perdere libertà, denari e consenso.

Questa legge è stata voluta da Giovanni Falcone e ha ottenuto, tramite il pentimento o, se preferite, la collaborazione di assassini e personaggi spregevoli, risultati straordinari.

Si pensi a trent’anni fa e si pensi ad oggi, a come la mafia si sia pesantemente indebolita.

Quale maxiprocesso si sarebbe potuto fare senza i collaboratori di giustizia?

Quanti passi in avanti senza il pentimento del criminale Buscetta?

Giovanni Brusca ha scontato interamente la pena che i giudici gli hanno inflitto tenuto conto della sua collaborazione. 25 anni.

La legge sui pentiti prevede la collaborazione in cambio di misure premiali, non il pentimento inteso come fatto morale.

A tutti sarebbe piaciuto che fosse rimasto a marcire in un carcere ma lo Stato persegue i suoi interessi e Falcone aveva visto giusto quando riteneva che quella legge sarebbe stata utile e necessaria.

La dichiarazione più equilibrata è stata quella di Maria Falcone, sorella del giudice assassinato: ““Umanamente è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge. Una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata”

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