/// Invia un contenuto >>

BULLISMO, PROGETTO DI REGIONE E TELEFONO AZZURRO

IL PROGETTO È FRUTTO DELLA LEGGE REGIONALE DEL 2021 PER IL CONTRASTO A BULLISMO E CYBERBULLISMO

15 Aprile 2024

Nino Piscitello

Un numero verde e una chat per l’ascolto e la denuncia di atti di bullismo e cyberbullismo. In Sicilia nasce una linea per bambini, adolescenti e adulti che vogliono chiedere supporto e consulenza.

Il servizio, attivo dalla scorsa settimana, sarà disponibile dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 20. 

Il numero verde (800.280.000) e la chat (sul sito www.1nessuno100giga.it) sono gestiti dalla Fondazione onlus Telefono Azzurro. Il servizio si inserisce nell’ambito del progetto pilota “1nessuno100giga”, elaborato dall’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia. Progetto finanziato con quasi 2,4 milioni di euro dalla Regione Siciliana, attraverso l’assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale. Partner del progetto sono anche la piattaforma Elisa, del ministero dell’Istruzione e del merito, la Fondazione Carolina e il movimento antibullismo MaBasta.

«Con questa iniziativa – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – intendiamo offrire nuove possibilità ai più giovani, ma anche agli adulti, per condividere il disagio che può derivare dall’essere vittima di episodi di bullismo o di cyberbullismo. Due fenomeni che purtroppo caratterizzano la società contemporanea, fortemente digitalizzata. Il nostro obiettivo è quello di far sentire alle vittime che avranno sempre un canale di ascolto e di aiuto a loro dedicato».

L’importante progetto interistituzionale è frutto della legge regionale del 2021 dedicata agli “Interventi per la prevenzione e il contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione”.

Il coordinamento è affidato a una cabina di regia che ha elaborato le linee guida. Le attività si svolgeranno per tutto il 2024 e saranno sviluppate da nove Centri territoriali di supporto (Cts). Una scuola per ogni provincia con una consolidata esperienza in materia di inclusione e nuove tecnologie.

Ogni Centro ha organizzato un determinato numero di snodi provinciali, ciascuno composto da circa 16 istituti. Obiettivo diffondere in modo capillare le azioni del progetto che vede la partecipazione di 802 istituzioni scolastiche statali del primo e secondo ciclo di istruzione. Il liceo scientifico Galileo Galilei di Palermo, capofila della rete regionale, ha anche il compito di coordinare la piattaforma di ascolto affidata a Telefono Azzurro. 

«Da anni – dice il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia Giuseppe Pierro – ci occupiamo di prevenzione dei fenomeni di bullismo e di cyberbullismo nelle scuole e sono tante le azioni intraprese. In particolare, questo progetto pilota risponde alla necessità di attivare sempre più iniziative utili a fornire alle istituzioni scolastiche il giusto supporto per affrontare e monitorare problematiche connesse a questi fenomeni, così delicati, e anche alle famiglie affinché, grazie a una corretta alfabetizzazione digitale, possano accompagnare i figli nell’acquisizione di maggiore consapevolezza nell’uso delle nuove tecnologie». 

«Siamo felici – spiega Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – di partecipare a questo progetto che, attraverso la linea di ascolto, ci vede a fianco delle istituzioni per offrire un supporto e una risposta a chi si trova ad affrontare problemi legati al bullismo. È proprio attraverso l’ascolto che è possibile intervenire immediatamente con le reti educative e sociali nell’aiuto degli adolescenti». 

Oltre alle attività di sensibilizzazione e sostegno alle famiglie delle vittime, il progetto si concentra su percorsi di formazione rivolti a docenti, studenti e famiglie.

Per gli insegnanti è previsto un corso di 25 ore con 50 esperti formati dall’Usr in collaborazione con l’Università di Firenze. Per gli alunni la formazione con incontri, laboratori ed educazione tra pari è affidata all’associazione MaBasta.

Le attività di formazione dei genitori saranno curate, invece, dalla Fondazione Carolina.

/// Prima pagina

/// Articoli correlati

Il tuo contenuto è stato inviato correttamente.
Riceverai l'url da condividere dopo la pubblicazione