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CAMERE COMMERCIO: ANCHE ENNA VUOLE LASCIARE PALERMO

24 Agosto 2021

Nino Piscitello

Importante occasione per valorizzare l’autonomia siciliana

Arriva un’altra conferma del fatto che l’emendamento al decreto sostegni bis (oggi articolo 54 ter della legge 106 del 2021) tendente a riorganizzare il sistema camerale siciliano presentato da rappresentanti di vari partiti di entrambi gli schieramenti sia stato necessario ed opportuno.

Confcommercio di Enna, per bocca del suo Presidente, Maurizio Prestifilippo, dichiara testualmente che “Enna non può restare con Palermo” e che “La Camera di Commercio di Palermo ed Enna è un fallimento per il nostro territorio”.

La nota di Confcommercio di Enna è particolarmente approfondita e affronta tutti i temi che si renderà necessario affrontare nella riforma complessiva del sistema camerale siciliano.

«Alle Camere di Commercio dovranno essere assegnati nuovi compiti – continua Prestifilippo -, nuovi poteri e nuove risorse. Bisognerà ampliare e diversificare le entrate garantendo una parziale autonomia impositiva, strettamente correlata ai servizi che verranno erogati alle imprese. La Sicilia ha l’occasione di immaginare uno strumento di rappresentanza e di promozione dell’economia che dovrà essere capace di favorire al massimo livello l’innovazione del sistema produttivo».

La governance dovrà essere mantenuta in capo alle maggiori organizzazioni di categoria, ma dovranno essere rivisti i criteri di assegnazione dei seggi camerali: rigore, trasparenza e rappresentanza di tutte le province.

«Che straordinaria possibilità si offre di mettere in atto la nostra sicilianissima autonomia – conclude il Presidente di Confcommercio di Enna. Di essere magari precursori di un nuovo Ente camerale in Italia. Si può fare, basta solo volerlo!»

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