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CAMERE DI COMMERCIO: QUELL’INTESA CHE FORSE A ROMA NON VOGLIONO

1 Ottobre 2021

Rino Piscitello

La nomina dei commissari

A seguito dell’approvazione della norma sulle Camere di Commercio che ha scorporato Siracusa e Ragusa dalla cosiddetta Camera di Commercio del Sud Est e le ha temporaneamente accorpate alle province di Caltanissetta, Trapani e Agrigento, in attesa di una riorganizzazione complessiva da parte della Regione, occorre adesso nominare i commissari dei nuovi enti risultanti.

La nomina spetta al ministero dello Sviluppo Economico d’intesa con la regione. Si ipotizzavano alcuni nomi, fino a quando sul tavolo di Musumeci pare sia arrivata dal MISE una richiesta di intesa su due nomi assolutamente diversi da quelli che sui quali si riteneva che l’intesa sarebbe stata raggiunta.

I nomi proposti dal MISE

I due nomi, se non preventivamente concordati (e pare non lo siano) sarebbero peraltro entrambi forieri di letture non opportune . Uno dei due è uno stimato ex prefetto, Claudio Sammartino, parente di un noto politico catanese dello stesso partito del ministro, e l’altra, Alessandra Di Liberto, è una dirigente in servizio della Regione Siciliana.

Immaginiamo che Musumeci possa trovarsi adesso nella difficoltà di concedere o meno l’intesa.

La soluzione a questo dubbio dovrebbe, a nostro parere, essere sciolta prima di tutto per per il metodo adottato dal ministero rispetto al ruolo istituzionale della Regione.

Lo sgarbo istituzionale

A una Regione come la nostra non si mandano in busta chiusa i nomi che il ministero propone attendendosi l’intesa come fatto automatico.

Prima di riportare la proposta in una lettera formale, occorre esperire tutti i tentativi di trovare un’intesa, e, solo quando questa è stata trovata, può essere inviata la lettera.

Non procedere in questa forma innesca uno sgarbo istituzionale al quale, a prescindere dal merito e dalla qualità dei nomi, non si può che rispondere negando l’intesa.

Quindi delle due l’una.

O i due nomi indicati nella lettera del MISE sono stati concordati con il Presidente della Regione prima dell’invio della lettera e allora l’intesa c’è e la risposta positiva non può che essere scontata.

O al contrario quell’accordo non c’era, e allora l’intesa non può che essere negata e va al contempo segnalato lo sgarbo.

Qualche mese fa fece lo stesso il ministro Giovannini inviando la sua indicazione per la Presidenza dell’autorità portuale di Augusta e giustamente Musumeci la rinviò al mittente.

Se i nomi non sono stati precedentemente concordati, non si può che fare lo stesso.

La palla in tribuna

P.S. A meno che non vi sia la volontà di lanciare la palla in tribuna.

Ossia di indicare due nomi con la consapevolezza di bruciarli, allo scopo di prendere tempo e mantenere lo statu quo con tutti gli interessi sottostanti.

Non serve aggiungere che, fino a quando non si raggiunge l’intesa, rimangono in carica con pieni poteri i vertici della Camere di Commercio interessate.

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