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CARCERI.SICILIA SECONDA PER AGGRESSIONI AGLI AGENTI.

VICINI A UN PUNTO DI NON RITORNO.

15 Maggio 2024

Francesco Cimò

carceri

Le carceri stanno arrivando in Italia a una situazione di non ritorno. Lo denuncia la UILPA polizia penitenziaria fornendo una serie di dati davvero preoccupanti.

Ben 1.187 aggressioni di detenuti nei confronti di appartenenti alla polizia penitenziaria nei soli primi quattro mesi dell’anno, mentre addirittura 3.349 sono stati gli episodi di resistenza e ingiuria a pubblico ufficiale.

“Numeri allarmanti che certificano lo stato di degrado, di violenza e di difficoltà di gestione delle carceri” – dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA polizia penitenziaria.

La regione dove si sono verificate più aggressioni è la Toscana (221) seguita da presso dalla Sicilia (161).

Si tratta di dati davvero gravi che testimoniano delle gravi difficoltà di lavoro.

Senza dire che ogni volta che occorre ripristinare ordine e sicurezza in un carcere, partono immediatamente le denunce degli stessi autori dei disordini, molto spesso nel tentativo di precostituirsi un alibi.

Da inizio anno nelle carceri si sono verificati 34 suicidi di detenuti e 4 di agenti, senza contare gli omicidi, gli stupri e le violenze determinati dalle difficoltà di controllo.

Basta dare due semplici numeri: i detenuti sono 14.000 in più rispetto alla capienza, e mancano 18.000 agenti all’organico della polizia penitenziaria.

“Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il Governo Meloni e il Parlamento tutto ne prendano atto e varino un decreto carceri per affrontare le questioni preminenti e, parallelamente, si avvii un percorso di riforme complessive per l’intero apparato d’esecuzione penale e, particolarmente, per quello inframurario. Presto, nostro malgrado, si toccherà un punto di non ritorno”, conclude De Fazio.

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