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CATENO VA A STRASCICO E PRENDE ANCHE I FILORUSSI.

22 Marzo 2024

Rino Piscitello

Cateno De Luca non si fa alcuno scrupolo per la composizione della sua lista. Accetta di tutto.

Estrema destra ed estrema sinistra. Nordisti lombardi, nordisti veneti e nordisti valdostani. Nemici dell’Europa e vecchi simboli controversi che nessuno vuole più.

Ha calato le sue reti e sembra che vada a strascico. Non si ferma davanti a nulla.

E può dire e fare di tutto, tanto a nessuno sembrerà strano.

Dalla pernacchia in diretta televisiva, al presentarsi in mutande o avvolto in una bandiera con una bibbia in mano e un pupazzo di Pinocchio.

De Luca quando era ancora sindaco di Messina mentre fa una pernacchia in diretta televisiva Facebook ad un sindacalista suo oppositore

E dire frasi del tipo “noi vogliamo il Regno delle Due Sicilie” o “partiremo come i Mille risorgimentali”.

La sua forza è non avere alcun riferimento ideologico. È in grado di sostenere che “dire No al Ponte sullo Stretto è un delitto” e qualche tempo dopo compiere egli stesso quel delitto .

Può allo stesso momento allearsi con chiunque e insultare chiunque e fare il contrario pochi giorni dopo.

Qualche settimana fa ha fatto l’alleanza con gli ex leghisti fedeli alla tradizione dell’ex ministro Castelli. Poi ha chiuso l’alleanza con gli anti europeisti fuorusciti da Italexit. Ha provato anche a fare l’alleanza con l’estrema destra di Alemanno e con l’estrema sinistra di Rizzo.

E questa settimana ha raccolto l’ex sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, improbabile leader di non meglio definiti gruppi civici, il capitano Ultimo che per l’occasione si è inventato un simbolo, quattro ex leghisti della Val d’Aosta, e i filo russi di “Popolo Veneto” guidati dall’ex deputato leghista Vito Comencini.

E nello stesso momento nel quale costruisce questa strana lista populista per le elezioni europee, si propone come candidato leader del centrosinistra in Sicilia.

La cosa straordinaria è che pezzi rilevanti del PD lo accreditano e gli vanno dietro nella speranza di costruire uno schieramento vincente.

Una volta c’era la politica. Oggi c’è Cateno De Luca e quelli come lui.

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