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CHI LASCIA UN PARTITO DOVREBBE STARE FERMO UN GIRO

COME ACCADE NEL GIOCO DELL'OCA

20 Aprile 2024

Rino Piscitello

chi lascia il partito

Il sistema dei partiti fa ormai acqua da tutte le parti. E uno dei problemi più rilevanti è costituito da chi lascia il proprio partito, cambia casacca e va da un’altra parte.

E siccome in cambio porta sempre un pacchetto di voti finisce per essere ben accetto, spesso a scapito di chi da tempo sta in quel partito.

A volte i cambi di casacca sono fulminei, tanto da non accorgersene nemmeno.

E chi arriva magari si candida subito dopo nel nuovo partito.

Uno dei punti del protocollo anti corruzione che tutti i partiti dovrebbero sottoscrivere è quello del gioco dell’oca.

In alcune caselle si sta fermi un giro. E chi cambia casacca dovrebbe farlo davvero.

Una sorta di divieto alla candidatura per almeno un anno per chi lascia il proprio partito.

Non dovrebbe essere una punizione, ma quasi una messa in prova.

Cambiare idea è un diritto e solo i cretini non cambiano mai, ma il cambio di idea deve portare con sè una sorta di prova di buona fede. Un anno di fermo, di impegno per i nuovi ideali.

I partiti, tutti i partiti, dovrebbero siglare questo accordo.

Ma se non lo volessero fare, tocca a noi cittadini.

Decidiamo di non dare il nostro voto a chi ha cambiato partito da meno di un anno a prescindere dal valore delle persone.

E forse la politica recupererà qualche like e insieme un po’ di fiducia.

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