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CHINNICI VERSO LA CORTE COSTITUZIONALE.

COMINCIANO LE GRANDI MANOVRE PER IL RIMPASTO

25 Giugno 2024

Rino Piscitello

Sta girando negli ambienti politici da qualche giorno una notizia davvero esplosiva. Caterina Chinnici è destinata a diventare giudice della Corte Costituzionale nella quota dei cinque componenti eletti dal Parlamento.

A dicembre vanno a scadenza altri 3 posti di giudice costituzionale (oltre a quello già scaduto dell’ex Presidente Sciarra). Tutti e quattro di elezione parlamentare (l’ex Presidente Sciarra, l’attuale Presidente Barbera e i vice-Presidenti Modugno e Prosperetti). L’elezione dei nuovi dovrebbe peraltro avvenire con celerità per evitare che la Corte per troppo tempo rimanga con 11 componenti.

E su 4 posti, Forza Italia con grande probabilità ha il diritto di avanzare una propria candidatura.

La promessa fatta a Caterina Chinnici ha un corollario: se per qualsiasi ragione non fosse percorribile l’ipotesi della Corte Costituzionale, si aprirebbe lo spazio per un posto al Consiglio Superiore della Magistratura o, al limite, al meno prestigioso ma pur sempre potente Dap, il dipartimento del Ministero della Giustizia che si occupa delle carceri.

In verità l’accordo non riguarda solo la Chinnici, ma soprattutto i partiti satelliti di Forza Italia dei quali vanno soddisfatte le richieste.

Noi Moderati di Maurizio Lupi e Saverio Romano, dopo la performance di Massimo Dell’Utri (quasi 70.000 voti in Sicilia anche con il contributo di Cuffaro), chiede di nominarlo assessore regionale o, in cambio, di fare scorrere la lista delle europee per consentirne l’elezione.

L’assessorato è però di fatto impossibile perché dovrebbe cederlo Forza Italia e un aumento del numero di posti in giunta di questo partito è assolutamente da escludere, né tantomeno è pensabile non assegnare un assessorato alla corrente Falcone.

E allora ecco la pensata. La Chinnici ha la giusta autorevolezza per ricoprire un ruolo di livello. Chiediamo quindi a Tajani di mandarla alla Corte Costituzionale o in qualche altro posto prestigioso.

Tamajo rimarrebbe in Sicilia, per sua scelta ma con una richiesta formale del partito che lo scaricherebbe dalla responsabilità di avere abbandonato i suoi 120.000 voti. E Dell’Utri andrebbe al Parlamento Europeo.

Ma c’è ancora un problema, anzi ce ne sono due.

Quelli di Noi Moderati non accettano un assegno postdatato e non sono disposti (o non si fidano) ad aspettare un anno.

Inoltre bisogna anche accontentare Lombardo al quale sta molto stretto avere un solo assessorato.

Entrambi i problemi possono essere risolti chiedendo alla Chinnici di non andare al Parlamento Europeo e di ricoprire nel frattempo il posto di assessora alla Sanità al posto di Giovanna Volo, comunque data in uscita.

Questo consentirebbe a Dell’Utri di andare al Parlamento Europeo. E a Lombardo di avere per un anno una persona a lui vicina come assessore regionale alla Sanità (non dimentichiamo che è stato l’MPA a portare la gran parte dei quasi centomila voti alla Chinnici). E il richiesto rafforzamento dell’MPA in giunta slitterebbe serenamente di un anno.

Secondo Forza Italia, peraltro, gli altri partiti della coalizione non avrebbero grosse ragioni per opporsi a queste scelte e l’intera fase del rimpasto sarebbe semplificata. Non del tutto, ma certo in gran parte.

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