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CI STAVANO RUBANDO L’INSULARITÀ

2 Giugno 2021

Francesco Cimò

Sventato dal Governo regionale il tentativo di cancellarla dal Decreto

In Italia gli scippi sul piano normativo avvengono sempre in silenzio, confidando sulla distrazione degli interessati e sull’oscurità delle norme richiamate.

E questa volta, se non fosse stato presente in Conferenza delle Regioni il Governo Musumeci, rappresentato dal Vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, lo scippo sarebbe perfettamente riuscito.

Proviamo a illustrare i fatti:

l’articolo 119 della Costituzione, così come modificato nel 2001, al quinto comma recita “Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, …… lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Citta` metropolitane e Regioni.”.

Nel 2009, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione viene approvata la legge n. 42 che all’articolo 22 individua la specificità insulare”, tra i criteri atti ad individuare gli interventi infrastrutturali necessari e le risorse da impiegare.

La legge subisce varie modifiche ma il riferimento all’insularità resta sempre uguale.

Il 28 maggio scorso però il Governo nazionale presenta in Conferenza delle Regioni il cosiddetto Decreto semplificazioni che inserisce un ulteriore modifica dell’articolo 22 della legge 42 del 2009; ed è qui che sparisce il riferimento alla “specificità insulare”.

In Conferenza delle Regioni per il Governo Musumeci è presente Gaetano Armao, Vicepresidente della Regione che contesta pesantemente la modifica e pretende il ripristino del riferimento alla “specificità insulare” chiedendo il sostegno anche della Ministra degli Affari Regionali, Maria Stella Gelmini, e della Ministra per il Sud, Mara Carfagna.

Solo il giorno dopo il Governo regionale ottiene rassicurazioni formali sul mantenimento del riferimento all’insularità e il 31 il decreto viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale confermando la “specificità insulare” come criterio di priorità per le azioni da perseguire per il recupero del divario infrastrutturale e per l’individuazione della quota di finanziamento.

Come si può facilmente comprendere non si trattava di una bandierina, bensì di risorse concrete che stavano per essere sottratte alla Sicilia e alla Sardegna e che sono state salvate grazie alle barricate predisposte dal Governo Musumeci.

Non è chiaro chi avesse operato il taglio del riferimento all’insularità, ma chiarissimo è stato chi ha ottenuto che venisse mantenuto.

Al Governo regionale va un ringraziamento esplicito per questa dimostrazione di attenzione e di forza nella difesa degli interessi della Sicilia.

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