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COLLEGATO ALLA LEGGE DI STABILITÀ. CORREZIONI

NEL RISPETTO DEGLI IMPEGNI ASSUNTI DAL GOVERNO REGIONALE PER SUPERARE LE IPOTESI DI INCOSTITUZIONALITÀ

19 Aprile 2024

Nino Piscitello

legge di stabilità

Approvato dalla giunta il disegno di legge “Impegni governativi” con cui il governo regionale risponde ai rilievi effettuati dalla presidenza del Consiglio dei ministri sulle norme del “collegato” alla legge di Stabilità della Sicilia.

Per un gruppo di articoli del collegato, impugnati innanzi alla Corte Costituzionale, si propone direttamente l’abrogazione, mentre per altri, sulla base della “leale collaborazione fra lo Stato e la Regione” e “nel rispetto degli impegni assunti dal Governo regionale per superare le ipotesi di incostituzionalità”, viene proposta la modifica.

In particolare, il presidente della Regione, che firma il disegno di legge, ha proposto, tra gli altri, la riformulazione di articoli considerati caratterizzanti per il loro valore sociale. Tra queste, la norma che prevede gli incentivi per i medici impiegati in strutture periferiche o di provincia e quella per l’adeguamento tariffario delle strutture riabilitative per disabili psico-fisico sensoriali, per le comunità terapeutiche assistite, per le residenze sanitarie assistenziali e per i centri diurni per soggetti autistici.

La norma per i medici disponibili a prestare servizio in sedi periferiche o di provincia prevede ad esempio che l’incentivo di 18.000 euro l’anno sia “finalizzato ad un indennizzo forfettario di natura transitoria delle spese sostenute per l’alloggio e il trasporto.”

Prevista anche la riscrittura dell’articolo relativo alla progressione dei dipendenti regionali assunti in base alla legge regionale n. 20 del 1999, “Nuove norme in materia di interventi contro la mafia e di misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e dei loro familiari”, riservando il 50 per cento delle posizioni disponibili ed estendendo il beneficio a tutto il personale in possesso dei requisiti richiesti.

Inoltre, la norma che prevedeva che la legge 20 si applica anche alle donne vittime di violenza con deformazione o sfregio permanente del viso e ai figli delle vittime di femminicidio, resta valida fino al 31 dicembre 2025 e nell’attesa che si definisca una disciplina statale. 

Il testo del disegno di legge governativo sarà ora trasmesso all’Ars per la discussione e l’approvazione definitiva.

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