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COMUNI SCIOLTI INGIUSTAMENTE PER MAFIA

5 Giugno 2021

Rino Piscitello

Qualcuno indaga sulle motivazioni e sugli interessi?

Ovviamente molti sono i comuni sciolti per mafia per i quali ricorrevano le condizioni dello scioglimento e dove le infiltrazioni mafiose erano particolarmente presenti.

Ma tutti sanno che in Sicilia numerosi sono stati i Comuni sciolti senza alcuna reale motivazione seguendo gli interessi di gruppi di potere che volevano eliminare sindaci per bene.

Molti sono stati i casi nei quali vi sono state assoluzioni piene e i dati confermano che lo scioglimento è stato un errore o addirittura frutto delle pressioni di avversari politici o di interessi imprenditoriali.

La stessa Commissione Antimafia regionale ha prodotto un dossier su alcuni casi emblematici.

Tutti ormai conoscono il Sistema Montante o il Sistema Amara che sono stati protagonisti anche di scioglimenti di comuni senza alcuna ragione se non gli interessi nascosti di qualcuno.

E molto contava anche la paura ad opporsi ad alcune scelte.

Ma qui vogliamo porre un problema che quasi mai è stato posto.

Atteso che alcune scelte appaiono palesemente errate e che da alcune traspare almeno il dubbio della malafede, qualcuno nei comuni ingiustamente sciolti ha indagato o sta indagando sugli errori più rilevanti e su eventuali interessi di coloro che li hanno commessi?

Faccio un solo esempio per tutti: ad Augusta lo scioglimento fu basato principalmente sull’incontro ripreso dai carabinieri in un video e in registrazioni ambientali tra il sindaco e il boss mafioso agli arresti domiciliari. I carabinieri nella loro nota aggiunsero che i due avevano discusso su come sistemare alcune questioni del Comune. A fronte dell’esistenza di una prova così schiacciante, il sindaco che gridava la sua innocenza venne considerato quantomeno patetico. Al processo, dopo circa 5 anni, a seguito di insistenti richieste degli avvocati difensori di avere il video e le registrazioni ambientali, i carabinieri presentarono un’ulteriore nota con la quale si scusavano ma vi era stato un errore di omonimia e quindi i fatti riportati nella precedente nota non erano mai accaduti. L’omonimia era avvenuta soltanto sul nome di battesimo (Massimo) e la conversazione verteva su un muro di cinta che l’omonimo (muratore) avrebbe dovuto realizzare. E intanto il Comune è stato sciolto, un uomo ha chiuso la sua brillante carriera politica e una città intera è stata infangata.

Come si può comprendere è molto difficile pensare ad un errore involontario.

Qualcuno ha indagato per verificare se vi sia stata malafede o interessi? Qualcuno almeno è stato licenziato per l’errore pacchiano?

E come quello ve ne sono a decine in quei comuni ingiustamente sciolti per mafia.

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