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CONSIGLIO DEI MINISTRI, DICHIARATO STATO EMERGENZA

PRESENTE ALLA SEDUTA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

7 Maggio 2024

Umberto Riccobello

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per la siccità in Sicilia, come richiesto nei giorni scorsi dalla giunta regionale, per una durata di 12 mesi, stanziando i primi 20 milioni di euro, con la possibilità di incrementare le risorse in tempi brevi già nel corso dell’attuazione dei primi interventi.

Alla riunione del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi ha partecipato anche il presidente della Regione.

Nell’aprile scorso la Regione Siciliana ha chiesto al governo di fronteggiare con poteri e mezzi straordinari la situazione di emergenza determinatasi a seguito della grave crisi da deficit idrico in atto nel territorio regionale.

L’isola, infatti, è interessata da un lungo periodo di siccità, causato sia dalla eccezionale scarsità di precipitazioni delle ultime stagioni autunnali e invernali, sia dalle temperature rilevate piu’ alte della media, che hanno determinato, tra l’altro, una rilevante riduzione dei deflussi idrici superficiali, nonche’ la mancata ricarica delle falde.

I territori maggiormente interessati sono le Province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani. Sono stati registrati disagi piu’ limitati in Provincia di Messina e nelle restanti Province di Catania, Ragusa e Siracusa.

“Si tratta di un primo stanziamento – ha detto il ministro Musumeci -. Altre risorse saranno rese disponibili man mano che la Regione procederà nei pagamenti. Ovviamente, gli interventi riguardanti il settore agricolo e quello delle infrastrutture idriche rientrano nelle competenze di altri ministeri, come abbiamo chiarito al presidente della Regione Schifani”.

«Ringrazio il governo – ha detto il Presidente Schifani – per la sensibilità dimostrata e il ministro Musumeci per lo stanziamento dei primi 20 milioni di euro e per l’impegno a implementare le risorse in tempi brevi nel solco di uno stretto rapporto di collaborazione tra Regione e governo nazionale».

Il governo siciliano ha già trasmesso a Roma tutta la documentazione necessaria, stilando una lista degli interventi necessari a ridurre gli effetti della crisi dovuta alla mancanza di piogge. Le soluzioni proposte dalla cabina di regia, guidata dal governatore e coordinata dal capo della Protezione civile regionale, sono differenziate in base ai tempi di realizzazione.

Tra quelle di rapida attuazione, l’acquisto di nuove autobotti nei Comuni in crisi e la sistemazione di altri mezzi in un centinaio di enti locali; circa 130 interventi tra rigenerazione di pozzi esistenti, trivellazione di pozzi gemelli e riattivazione di quelli abbandonati, oltre al revamping di una trentina di sorgenti; il potenziamento degli impianti di pompaggio e delle condotte; la realizzazione di nuove condotte di interconnessione e bypass.

Per i prossimi mesi, invece, si sta valutando la ristrutturazione e il riavvio dei dissalatori di Porto Empedocle, nell’Agrigentino, e di Trapani, operazioni che richiederanno tempi e procedure di gara più lunghe, non essendoci deroghe sostanziali in materia ambientale e di appalti sopra soglia comunitaria.

Nello stesso tempo, il dipartimento regionale di Protezione civile ha istituito nove tavoli tecnici negli uffici del Genio civile dei capoluoghi di ogni provincia, con rappresentanti del dipartimento delle Acque, dei Consorzi di bonifica, e dell’Autorità di bacino. I tavoli hanno individuato e selezionato gli interventi secondo priorità e poi procederanno al monitoraggio delle fasi realizzative. Inoltre, diverse riunioni si sono già svolte con Siciliacque, Aica Agrigento, Caltacque e Acque Enna.

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