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IL LOCKDOWN UBRIACO

21 Dicembre 2020

Rino Piscitello

Tra dirigismo e dilettantismo, norme contraddittorie e altalenanti

covid-19 italia natale

Non siamo di certo tra quelli che ritengono che non occorra prendere alcuna misura contro la pandemia da covid-19; ma non possiamo comprendere le misure e le dichiarazioni che si contraddicono.

Non possiamo, ad esempio, accettare prima gli inviti ad andare ad acquistare (e quindi ovviamente ad uscire da casa) con il rimborso, attraverso il cosiddetto cashback, del 10% di tutte le spese effettuate con carta di credito e poi le dichiarazioni scandalizzate perché gli italiani vanno per negozi.

Se leggiamo di seguito le dichiarazioni di Conte sul Covid-19 comprendiamo il dilettantismo di un Governo che procede per approssimazioni successive. E a volte potrebbe coglierci anche il sospetto dell’utilizzo a fini politici dei provvedimenti.

Conte il 26 ottobre: “Ora sacrifici per un Natale sereno.”

il 2 novembre: “Regole diverse per situazioni e regioni diverse”.

il 23 novembre: “se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse”.

il 3 dicembre: “In due settimane tutte le regioni saranno gialle.”

La situazione generale da novembre è molto migliorata, l’indice RT si è praticamente dimezzato, e quindi chiunque si sarebbe aspettato coerenza con quelle dichiarazioni.

E invece si è deciso per le feste natalizie di adottare 10 giorni di zona rossa e 4 di zona arancione in modo eguale in tutta Italia e in contraddizione con le precedenti dichiarazioni creando danni notevoli (pensate solo ai ristoratori che avevano predisposto per il Natale acquisti e prenotazioni).

La Sicilia è una delle cinque regioni  con la migliore situazione in Italia, ma sarà trattata come tutte le altre. Una decisione assolutamente insensata.

Invece di riflettere sulle norme da adottare utilizzando rigidi criteri di controllo, si è deciso di optare per una forma di dirigismo tipico di una sinistra conservatrice e di un grillismo ultramoralista: ti dicono cosa devi fare e giudicano ogni tuo comportamento.

Se si decide che occorre una stretta per contenere i contagi da covid-19, bisogna prendere provvedimenti conseguenti e sensati.

Facciamo un solo esempio: Chiudere del tutto bar e ristoranti determina solo il fallimento delle due categorie e oltre un miliardo di euro in ristori che si sarebbero potuti spendere per lo sviluppo. Ma sarebbero state, invece, possibili misure di cautela maggiore, come stabilire il numero massimo in contemporanea di clienti nei bar, o chiedere ai ristoranti di rendere obbligatoria la prenotazione all’interno dei posti già limitati, riducendo enormemente il rischio dei contagi.

E se davvero si fossero volute adottare misure stringenti bastava stabilire un blocco totale interregionale. Tutti gli italiani avrebbero compreso un blocco degli spostamenti tra le regioni a partire dai primi giorni di dicembre impedendo del tutto lo spostamento natalizio di milioni di persone che hanno ingolfato treni, aerei, pullman e stazioni di servizio e che determineranno centinaia di migliaia di pranzi e cenoni natalizi difficili da impedire non potendo entrare nelle case.

E si sono invece stabilite misure che sembrano non avere alcuna logica: non puoi andare al ristorante o pranzare a Natale con più di due parenti non conviventi, ma puoi andare a pranzare tutti i giorni da differenti coppie di amici, determinando la circolazione dell’eventuale virus tra famiglie diverse e quindi moltiplicando i rischi.

Con tutto il rispetto, alcune regole sembrano stabilite sotto l’effetto dell’alcool.

Serviranno certamente nelle prossime settimane misure molto dure per limitare la probabile terza ondata. Ma dovranno essere dure, non stravaganti e bizzarre.

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