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COVID: ULTIMI 15 GIORNI SICILIA -65% ITALIA -30%

1 Febbraio 2021

Rino Piscitello

I siciliani non sono poi così irresponsabili

Il 16 gennaio, ultimo giorno in zona arancione, i nuovi contagi erano arrivati a 1.954 con circa 25.000 tamponi effettuati.

Ieri, ultimo giorno di zona rossa, i nuovi contagi sono 716 su circa 33.00 tamponi effettuati.

In quindici giorni il dato dei nuovi contagiati si è ridotto di due terzi malgrado il numero di tamponi effettuati sia aumentato del 30%.

L’indice Rt è sceso da 1,27 a 0,9.

Resta stabile anche se in leggera diminuzione il dato dei deceduti ma, come è noto, questo dato è purtroppo l’ultimo che diminuisce.

I quindici giorni di zona rossa hanno funzionato.

Bisogna dare atto al Presidente Musumeci, al di là di ogni polemica, di aver anticipato la richiesta della zona rossa nel momento nel quale si era determinato un aumento vertiginoso dei nuovi contagiati dovuti probabilmente all’arrivo dal Nord di decine e decine di migliaia di “parenti di ritorno”. Si è così evitato la settimana successiva l’ingresso certo in zona rossa che sarebbe durato almeno anche la settimana entrante.

Vorremmo però evidenziare che, al netto di una percentuale di cretini esistenti dappertutto e malgrado un assenza pressoché totale di controlli, i siciliani nella loro stragrande maggioranza hanno dimostrato un eccellente senso di responsabilità.

Si tratta adesso di mantenere lo stesso atteggiamento nelle prossime due settimane in zona arancione in modo da rientrare bene in zona gialla e consentirci così la riapertura di numerose attività.

Sarebbe bello dimostrare quello che abbiamo sempre saputo: di fronte alle necessità reali i siciliani sono capaci di dimostrare unità e responsabilità.

È importante adesso che il Presidente della Regione, forte di questo successo, avvii una trattativa con lo Stato affinché, d’intesa con le associazioni di categoria, vengano modificati alcuni protocolli ed eliminate alcune prescrizioni imposte dal governo nazionale che non diminuiscono il pericolo ma danneggiano gravemente alcune categorie. Vogliamo fare soltanto due esempi i negozi di abbigliamento che hanno subito e i ristoratori che continuano a subire una penalizzazione davvero eccessiva.

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