/// Invia un contenuto >>

CUFFARO HA TORTO, MA BASTA CON L’ANTIPOLITICA

CONDANNARE GLI INSULTI VIA SOCIAL MA NON RIMUOVERE LE IMMAGINI DEL PASSATO

15 Giugno 2024

Rino Piscitello

Cuffaro

In foto: Totò Cuffaro da giovane interviene a una trasmissione da Michele Santoro e Maurizio Costanzo

La sentenza ha dato torto a Cuffaro. Non otterrà alcun risarcimento e il video del 1991 rimarrà online.

Il segretario della Democrazia Cristiana chiedeva di rimuovere il video nel quale, allora giovane esponente democristiano, intervenne in una puntata speciale del “Maurizio Costanzo Show” e di “Samarcanda”.

La trasmissione andò in diretta il 26 settembre del 1991 tra il Teatro Parioli di Roma dove vi era Maurizio Costanzo e il Teatro Biondo di Palermo con Michele Santoro, nei giorni immediatamente successivi all’omicidio dell’imprenditore palermitano Libero Grassi.

Alla trasmissione erano presenti Giovanni Falcone, Claudio Fava, Giovanni Impastato e Rita Della Chiesa.

Totò Cuffaro intervenne dal Teatro palermitano difendendo con veemenza la Democrazia Cristiana e la sua storia a suo dire infangata da quelle trasmissioni.

“C’è in atto – disse Cuffaro – una volgare aggressione alla classe dirigente migliore della Democrazia Cristiana in Sicilia. Il giornalismo mafioso che è stato fatto stasera fa più male alla Sicilia di dieci anni di delitti“.

L’intervento di Cuffaro più volte riprodotto in rete con titoli fuorvianti nei quali si sosteneva che Cuffaro avesse attaccato Giovanni Falcone, cosa che in realtà non era successa.

Cuffaro aveva più volte contestato a YouTube la pubblicazione di quei video e in effetti 4 di questi con i titoli non veritieri sono stati ritirati da YouTube negli anni scorsi.

Il video che Cuffaro attualmente contestava e del quale chiedeva la rimozione e 250.000 euro di danni a causa della mancata rimozione riportava il titolo veritiero “Cuffaro da Santoro e Costanzo davanti al giudice Falcone”.

Cuffaro ne chiedeva comunque la rimozione per “lesione dell’onore e della reputazione scaturenti dalle pubblicazioni di commenti diffamatori da parte degli internauti a corredo dei video”.

Il giudice ha però stabilito che non vi sarà nessun risarcimento dei danni e che il video rimarrà online e ha condannato Cuffaro alle spese processuali per 6.500 euro.

La tesi del magistrato è infatti che il video così come riportato non abbia alcun contenuto diffamatorio “limitandosi a riportare una circostanza oggettivamente reale quale la partecipazione del ricorrente alla celeberrima staffetta televisiva condotta da Santoro e Costanzo alla presenza del giudice Falcone”.

Siamo d’accordo con la sentenza pur ritenendo che occorra interrompere la stagione degli insulti via social.

Crediamo sia arrivata l’ora di dire basta all’antipolitica, ma non crediamo certo che occorra rimuovere le reali immagini del passato.

Se Cuffaro si sente insultato da alcuni commenti è su quelli che deve richiedere la rimozione anche denunciandone penalmente e civilmente gli autori.

Se alcuni degli odiatoli da tastiera fossero severamente puniti per i loro commenti che costituiscono reato, il web ne guadagnerebbe molto. Cosa che invece non accadrebbe se pezzi di storia reale fossero rimossi a causa dei commenti sottostanti.

/// Prima pagina

/// Articoli correlati

Il tuo contenuto è stato inviato correttamente.
Riceverai l'url da condividere dopo la pubblicazione