/// Invia un contenuto >>

CUFFARO, I SUOI ERRORI E GLI ERRORI DEI MORALISTI

2 Aprile 2024

Francesco Cimò

A sentire le parole di Pizzarotti, di Cateno De Luca, di Anthony Barbagallo e dei 5 Stelle, su Totò Cuffaro viene in mente l’estrema semplicità degli argomenti di chi gioca a fare il moralista.

L’altra cosa che viene in mente è che negli ultimi anni ogni volta che qualcuno ha usato il moralismo come argomento centrale della propria campagna elettorale ha sempre perso le elezioni.

Chi descrive Cuffaro come un mostro compie quindi un errore tattico oltre che un errore politico e troppo spesso è ipocritamente reduce da un’alleanza o da un tentativo di alleanza con il leader della nuova DC.

CUFFARO, GLI ERRORI DEI MORALISTI E I SUOI

Totò Cuffaro ha pagato per intero il suo debito con la giustizia e ha preso le distanze da quelli che lui stesso ha definito errori e mai nessun sospetto ha determinato nel corso dei suoi nuovi impegni politici.

Ha quindi il diritto di parola e, se vuole, di continuare a fare politica e di provare a convincere gli elettori.

Non hanno invece alcun diritto coloro che vorrebbero imporre una forma moderna di ostracismo alla sua attività politica.

La macchina del fango che sistematicamente viene messa in moto ricorda i momenti infausti dell’antimafia di facciata.

Detto questo non si può fare a meno di segnalare a Totò Cuffaro quelli che ci appaiono come i suoi errori.

Cuffaro ha il diritto di fare politica e nessuno può metterlo in discussione, ma certamente non si tratta di un dovere.

Cuffaro non poteva infatti certo ignorare i toni che l’ipocrisia dei suoi avversari avrebbe messo in atto.

Quando hai subito una condanna definitiva a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dall’aver agevolato persone appartenenti a Cosa nostra, non puoi non immaginare cosa diranno i tuoi avversari nello stesso momento in cui vorrai esercitare i tuoi diritti politici.

Vi è una differenza tra lo scegliere di esercitare attività sociale e persino politica e il decidere di fare il segretario nazionale di un partito.

E un altro errore che appare evidente è la mancanza di coerenza nel momento nel quale se ne richiede a Cuffaro, per motivi ovvi, una quantità maggiore che ad altri esponenti politici.

La stessa idea di potere formare una lista insieme a personalità politiche lontanissime dal sentire della propria area politica, fa pensare agli elettori ad una strumentalità deteriore.

La lista Bonino-Renzi-Cuffaro che rischia di vedere la luce è un errore politico al limite del politicismo che non potrà che danneggiare la nuova Democrazia Cristiana anche se alla fine ricevesse il premio di un eletto.

/// Prima pagina

/// Articoli correlati

Il tuo contenuto è stato inviato correttamente.
Riceverai l'url da condividere dopo la pubblicazione