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CUFFARO PUZZA E I SUOI VOTI NO?

I SUOI ERRORI E L'IPOCRISIA DI TANTI DEI SUOI AVVERSARI

6 Maggio 2024

Rino Piscitello

Totò Cuffaro

Adesso che vi è la certezza che Cuffaro non ha candidati della sua area e che il suo simbolo non compare da nessuna parte, ecco che tutti chiedono i suoi voti.

È come se tutti avessero stabilito che Cuffaro puzza, ma i suoi voti no. I voti per alcuni sono infatti come il denaro, non puzzano.

E invece, lasciatecelo dire, è proprio dietro il moralismo di chi ha attaccato Cuffaro, usando le facili regole della demagogia e del populismo, che si sente la puzza dell’ipocrisia e un po’ anche del pregiudizio antisiciliano.

Noi non siamo tra gli estimatori di Cuffaro e i nostri articoli lo testimoniano. Ma ancora meno ci piacciono i suoi denigratori che non fanno il minimo sforzo per comprendere le ragioni del suo successo.

Cuffaro è ancora oggi un democristiano, con i pregi e i difetti di quell’esperienza e la maggior parte dei suoi interessati “clienti” di un tempo sono spariti.

Il clientelismo è il metodo di Cuffaro né più né meno di quanto non lo sia per la maggior parte dei partiti in Sicilia, e certo non solo in Sicilia.

Ha scontato la sua pena fino in fondo, ma ha fatto l’errore di ritenersi riabilitato solo in forza di una sentenza della magistratura e si è illuso di poter fare il leader confrontandosi sulla politica.

Ma non è peggiore, né migliore di tanti dei suoi avversari, e sicuramente di tanti dei suoi amici.

Ieri ha pubblicato un post su Facebook nel quale si è lamentato di essere stato “tirato in ballo solo in funzione strumentale a contese per l’affermazione di leadership personali ed equilibri di potere tra alcuni dei partiti in campo e all’interno di essi.”

Ha ribadito al contempo che in queste elezioni sosterrà chi punta sull’esperienza e sull’identità del Partito Popolare Europeo.

Sono in tanti tra i candidati a poter dire di essere all’interno di questo riferimento.

Cuffaro consentirà il libera tutti tra i suoi dirigenti e militanti, o sceglierà tra i molti un candidato sul quale indirizzare i suoi numerosi consensi?

La seconda strada ci sembra quella più probabile.

Il giorno dopo le elezioni europee dovrà però decidere, giusto o ingiusto che sia, se la nuova DC che ha finora rilanciato può continuare a sopportare il peso della sua ingombrante presenza.

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