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DC, UDC E MPA LE DIVERSE CORSE AL CENTRO

LA COMPETIZIONE ALL'INTERNO DELLA COMPETIZIONE

18 Maggio 2024

Rino Piscitello

Nel fuoco di una campagna elettorale europea sempre più accesa, si sta svolgendo una competizione parallela, specie nella circoscrizione isole, tra i tre movimenti politici che provano a rappresentare il centro all’interno del centrodestra. La DC, l’UDC e l’MPA.

Le prime due sono derivazioni provenienti dalla storica Democrazia Cristiana, partito che chiuse i battenti nel 1994 e che per 48 anni governò ininterrottamente l’Italia. La terza viene in gran parte dalla stessa matrice, ma ha nell’autonomismo la sua ragione fondante.

Occupare il centro della politica vuol dire avere la garanzia di un radicamento nel centro del centrodestra ed essere certi tra governi e sottogoverni di una presenza costante e di un ceto politico sempre attratto dalle sirene di chi detiene il potere.

Il percorso dei tre movimenti, che sono in forte concorrenza tra loro, è ostacolato anche dal fatto che nell’immaginario collettivo il centro è ormai sempre più rappresentato da Forza Italia a causa in parte della politica rassicurante rappresentata da Antonio Tajani e dall’altro dal continuo scivolamento verso sinistra del Partito Democratico della Schlein.

Ma, al di là di questo la guerra nei territori tra le tre formazioni è costante. Per alcuni aspetti assomigliano ai pesci pulitori dell’acquario: tutto quello che è scartato o che fuoriesce dagli altri partiti viene raccolto a turno da una delle tre organizzazioni.

L’impegno costante è rivolto a una costante attività di mappatura del territorio volta ad individuare pezzi di ceto politico che per varie ragioni Forza italia e Fratelli d’Italia non sono disposte ad inglobare o più semplicemente che sono in concorrenza con esponenti di questi due partiti.

La DC di Totò Cuffaro ha deciso, ospite non richiesto, di superare la stagione elettorale europea in collegamento con Forza Italia votando all’interno della lista Massimo Dell’Utri, esponente di Noi Moderati, altra formazione centrista che in Sicilia però esiste di fatto solo a Palermo.

Il Movimento per l’Autonomia ha fatto, prima di chiunque altro, la stessa scelta, decidendo di avvicinarsi a Forza Italia e di votare il nome più semplice da indicare, ossia la trasparente Caterina Chinnici.

L’UDC ha invece fatto una scelta diversa affiancandosi alla Lega, inserendo una propria candidata (Ester Bonafede) in quella lista. E il coordinatore regionale Decio Terrana si sta dando un gran da fare. Insieme a Nino Minardo, leghista con nuove ambizioni centriste e sponsor della nuova alleanza.

Ma qual’è il vero obiettivo dei tre movimenti che si stanno affiancando agli altri partiti del centrodestra?

Tutti e tre (un po’ meno l’UDC) hanno una presenza territoriale molto diffusa in Sicilia, ma non sono in grado di superare gli sbarramenti previsti alle elezioni politiche e la loro presenza nel prossimo parlamento nazionale dipenderà soltanto da uno stretto accordo federativo con i partiti del centrodestra che sono ampiamente oltre la soglia di sbarramento.

La cartina di tornasole di tutti questi posizionamenti risiede però nelle prossime elezioni europee.

I tre movimenti misureranno la loro forza e la loro capacità di attrazione nei voti che prenderanno i candidati da loro sostenuti: Massimo Dell’Utri, Caterina Chinnici ed Ester Bonafede.

Una vera competizione all’interno della competizione.

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