/// Invia un contenuto >>

DI MAIO PROPONE DI PAGARE I PESCATORI PER NON PESCARE

20 Maggio 2021

Francesco Cimò

Siccome le acque libiche sono pericolose paghiamoli per stare a casa

Di Maio continua a fare a gara con se stesso a chi la spara più grossa.

Ma a questa non avremmo creduto se non l’avesse detta nell’aula del Senato parlando dei pescherecci italiani che operano al largo delle coste libiche.

La sostanza del ragionamento di Di Maio è la seguente:

siccome pescare al largo delle coste libiche è vietato (e ovviamente non è vero, in quanto è solo un consiglio del governo italiano) e siccome le trattative con i libici saranno molto lunghe e considerato che non siamo neanche sicuri che alla fine rispetteranno un eventuale accordo, non ci resta che chiedere ai nostri pescatori di accontentarsi di strumenti alternativi di supporto (cioè qualcosa che assomiglia al reddito di cittadinanza) in attesa che la vicenda si sblocchi.

Si resta davvero senza parole.

Invece di comunicarci che l’Italia intende avvertire i libici che non sarà più disposta a tollerare attacchi ai nostri pescherecci (peraltro da parte di mezzi regalati dall’Italia) e neppure acque territoriali estese fino a 75 miglia marine e che la nostra Marina Militare difenderà il diritto a pescare dei nostri pescatori, il Ministro degli Esteri comunica al Senato che la sua proposta è quella di eliminare in Sicilia un intero settore produttivo, ossia la nostra marineria, garantendo in cambio forme di assistenza assolutamente improduttive.

Mancava soltanto che ci comunicasse di aver fatto un accordo con i libici per comprare il loro pesce.

/// Prima pagina

/// Articoli correlati

Il tuo contenuto è stato inviato correttamente.
Riceverai l'url da condividere dopo la pubblicazione