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DRAGHI ASSUME I PRIMI IMPEGNI PER IL SUD

25 Marzo 2021

di: Umberto Riccobello

Vogliamo fermare l’allargamento del divario

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo alla due giorni di discussione sul Sud indetta dalla Ministra del Sud, Mara Carfagna, ha ricordato che Next Generation Eu prevede per l’Italia 191,5 miliardi da spendere entro il 2026 e che per il Sud sono in arrivo altri 96 miliardi di fondi Ue per la coesione nei prossimi anni.

Mario Draghi indica i principi cardine del lavoro che il suo governo sta portando avanti sul Recovery plan: mettere al centro le donne e i giovani, fermare il divario crescente tra Nord e Sud del Paese.

Basta, insomma, gap col Nord: Il Recovery può diventare l’occasione per il rilancio del Mezzogiorno.

Il Presidente del Consiglio elenca una serie di dati che di per se stessi indicano una disponibilità e una necessità di dedicare al Sud gran parte degli investimenti: il PIL pro capite del Sud era il 65% di quello del Centro Nord negli anni ’70, adesso è il 55%; nel 2008 gli investimenti pubblici al Sud sono stati di 21 miliardi, nel 2018 di 11.

E indica formalmente la necessità di far ripartire il processo di convergenza tra mezzogiorno e centronord che è fermo da decenni e che anzi dagli anni ’70 è grandemente peggiorato.

Sono queste le parole che volevamo sentire e che ci inducono quantomeno ad attendere serenamente i fatti.

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