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È LEGITTIMO, MA SARÀ OPPORTUNO?

23 Giugno 2021

Rino Piscitello

La Corte e i conti che non tornano (prima puntata)

La differenza tra legittimità e opportunità è enorme.

La legittimità va valutata da un giudice, l’opportunità va spesso valutata dalla propria coscienza.

Chi scrive, avendo svolto nella propria vita anche un ruolo politico, se fosse chiamato a giudicare in modo legittimo gli atti di una pubblica amministrazione, rifiuterebbe di farlo per opportunità.

Cosa direste infatti se i conti di una giunta di centrodestra venissero giudicati da un’ex assessore di una giunta di centrosinistra o viceversa?

E cosa pensereste se un consulente per l’esame di quegli atti fosse stato precedentemente consulente di uno dei partiti dell’altro schieramento?

Direste che pur essendo legittimo, e anche se la persona fosse al di sopra di ogni sospetto, la cosa sarebbe certamente inopportuna.

Abbiamo volutamente fatto esempi astratti che speriamo non abbiano alcuna attinenza con l’argomento che segue, proprio per spiegare la differenza tra legittimità e opportunità.

Venerdì scorso, 18 giugno, le sezioni riunite della Corte dei Conti per la Regione Siciliana hanno parificato il rendiconto per l’esercizio finanziario 2019 della Regione.

La parifica ha avanzato però pesanti rilievi confermando le difficoltà di bilancio che provengono da decenni passati e che qualcuno nell’opposizione avrebbe piacere ad attribuire all’incolpevole ed anzi operoso governo Musumeci.

Analizzare il bilancio è cosa molto complessa, specie se alcune poste e alcuni squilibri risalgono ad anni davvero lontani.

Nel bilancio hanno ad esempio ancora un peso rilevante le perdite determinate dalle operazioni sui derivati fatte all’inizio del nuovo millennio.

Uno dei giudici relatori della parifica è il magistrato Luciano Abbonato, magistrato cosiddetto laico (ossia non di carriera) nominato dall’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), persona certamente al di sopra di ogni sospetto.

Abbonato è relatore per bilancio e conto economico e lo è per il secondo anno consecutivo.

Da un suo curriculum vitae leggiamo però che negli anni fra il 2008 e il 2010 è stato consulente di Royal Bank of Scotland, una delle banche che si occupò dei derivati della Regione Siciliana.

Leggiamo anche, sempre da un suo curriculum, che negli anni tra il vecchio e il nuovo millennio avrebbe curato il Piano di riequilibrio finanziario della Regione al quale hanno fatto seguito le prime emissioni obbligazionarie della storia della Regione.

Prima di diventare magistrato della Corte dei Conti, si è quindi occupato in anni relativamente recenti, sia dalla parte di privati che dalla parte del pubblico, di questioni attinenti ai bilanci della Regione Siciliana.

Tutto perfettamente legittimo e persino perfettamente compatibile.

Ed infatti non vi è proprio nulla da obiettare.

Noi però a causa del nostro smodato senso di opportunità ci saremmo astenuti dallo svolgere questa funzione.

P.S. Ove i nostri esempi astratti citati all’inizio dell’articolo si rivelassero possibili, ci teniamo a dire che ogni riferimento è puramente casuale.

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