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Emendamento Prestigiacomo per salvare l’ISAB

8 Giugno 2022

Redazione

Da alcune settimana la politica siciliana e quella nazionale si preoccupa e si occupa della vicenda della raffineria ISAB di Priolo. Ma per evitare un disastro economico e occupazionale servono interventi tempestivi ed efficaci. In questo percorso si inscrive l’emendamento al DL Aiuti, presentato da Stefania Prestigiacomo, deputata di Forza Italia.

Emendamento ”finalizzato proprio a consentire la prosecuzione dell’attività degli impianti di Siracusa e per scongiurare – come afferma in una nota –  la prospettiva della chiusura dell’Isab a causa del blocco delle importazioni di petrolio russo via mare.

Emendamento Prestigiacomo per salvare l’ISAB

“A seguito delle sanzioni scattate per l’aggressione all’Ucraina – continua la parlamentare siracusana – gli istituti di credito hanno rifiutato l’emissione delle lettere di credito all’Isab del gruppo Lukoil costringendo l’azienda a raffinare solo il petrolio che giunge via mare dalla Russia. Col blocco delle importazioni di greggio via mare e nel persistere delle sanzioni, la chiusura della raffineria, con l’effetto domino in tutta la zona industriale siracusana, la perdita di migliaia di posti di lavoro, di una quota importante del Pil siciliano e del 25% della capacità di raffinazione nazionale, sarebbe inevitabile se non si interviene subito.”

“L’emendamento – prosegue – che ho presentato assieme al capogruppo di Forza Italia, on. Barelli, consente di estendere le garanzie prestate ex lege dalla Sace SpA anche all’Isab fino a un massimo di 1 milardo 200 milioni di euro. Attraverso questa garanzia pubblica l’Isab potrebbe tornare ad operare sul mercato libero del greggio e assicurare la produzione e i livelli occupazionali diretti, dell’indotto e delle imprese a vario titolo collegate alla raffineria.”

Credo – conclude l’on. Prestigiacomo – che il Governo debba affrontare con celerità la questione e garantire l’operatività della raffineria Isab, soggetto non sanzionato. Il decreto legge contiene proprio un articolo che consente di intervenire subito e senza rinvii. La Sicilia non può permettersi una caporetto economica e non può pagare un prezzo tanto alto per ‘l’economia di guerra’ causata dalla brutale aggressione della Russia all’Ucraina”.

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