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ENZO BIANCO, ANNULLATA SENTENZA CORTE DEI CONTI

CLAMOROSO. LA CASSAZIONE ANNULLA. LA CORTE DEI CONTI NON AVEVA IL POTERE.

14 Maggio 2024

Rino Piscitello

Enzo Bianco

La Corte di Cassazione annulla la incandidabilità di Enzo Bianco senza rinvio e con una motivazione che non lascia spazio ad alcun dubbio.

La Corte dei Conti nel comminare la pena dell’incandidabilità ha travalicato i suoi poteri con “la chiara assunzione di un potere giurisdizionale non spettante al giudice contabile”.

In parole povere la Corte dei Conti non poteva impedire a Enzo Bianco di candidarsi addirittura per dieci anni.

Il dispositivo della Cassazione ha “cassato senza rinvio la sentenza nella parte in cui dichiara, nei confronti di Bianco, la incandidabilità per dieci anni alle cariche di sindaco, di presidente di regione o provincia, di consigliere comunale, provinciale o regionale, del Parlamento e del Parlamento europeo, nonché il divieto di ricoprire la carica di assessore comunale, provinciale o regionale, né alcuna carica in enti vigilati o partecipati da enti pubblici, o di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni e organismi pubblici e privati”.

Le Sezioni Riunite della Suprema Corte di Cassazione hanno “chiarito che vi sia stato un travalicamento dei limiti esterni della giurisdizione della Corte del Conti, così come individuati dall’art. 133 c.g.c., per avere, nella specie, il giudice contabile dichiarato, nei confronti del ricorrente (cioè dello stesso Bianco), l’incandidabilità ed il divieto di ricoprire determinate cariche per un periodo di dieci anni”.

Ovviamente Enzo Bianco ha espresso tutta la sua gioia per una sentenza inequivocabile.

“Sono davvero soddisfatto – ha detto Enzo Bianco -: oggi le Sezioni Riunite della Corte di Cassazione hanno dato pienamente ragione al ricorso presentato dai miei legali in merito all’interdizione comminata dalla Corte dei Conti sulle vicende relative al bilancio del Comune di Catania.
Lo hanno fatto senza rinvio, quindi sposando in pieno le nostre argomentazioni”.

Ma consentirà a noi, che già allora esprimemmo tutto il nostro disagio per la sentenza, di poter dire che esprimere soddisfazione è troppo poco.

Proviamo a riassumere. Dei giudici contabili emettono una sentenza che non avevano il potere di emettere. Impediscono a un ex sindaco di candidarsi, peraltro falsando una competizione elettorale. Rovinano di fatto la vita di un uomo travalicando i propri poteri e non devono nemmeno chiedere scusa?

Non pagano per nulla? Tutto quello che si può dire è “Pazienza”?

Il dispositivo della Cassazione è pesantissimo e costituisce una condanna senza appello per quei giudici.

Da questa sentenza occorre trarre prima di tutto un insegnamento del quale deve tenere conto la nostra classe politica: i poteri dei giudici contabili nell’ultimo periodo hanno avuto un’estensione che non ha alcuna motivazione d’essere e che va riportata nell’alveo della funzione costituzionale.

In secondo luogo da tutte le forze politiche e dalla stampa deve giungere ad Enzo Bianco, vittima di una sentenza ingiusta, la piena solidarietà.

Poteva accadere a chiunque perché quando qualcuno travalica il proprio potere, a chiunque può capitare di essere travalicato.

Non abbiamo da tempo le stesse idee politiche di Enzo Bianco anche se lo stimiamo come uomo e come politico, ma siamo davvero contenti che abbia dimostrato l’insensatezza di quella sentenza.

Non solo per lui, ma nell’interesse di tutti noi.

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