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FABBISOGNO SANITARIO, RIPARTO CON NUOVE REGOLE

28 Marzo 2024

Francesco Cimò

Sulla base di un accordo in Conferenza Stato-Regioni, dal 2023 è in vigore un nuovo sistema di riparto del fabbisogno sanitario nazionale (FSN).

L’Ufficio parlamentare di bilancio ha pubblicato ieri un Focus sul nuovo sistema che analizza le implicazioni del nuovo meccanismo di distribuzione delle risorse e gli effetti della riforma.

Con il nuovo sistema di riparto del fabbisogno sanitario, vengono effettivamente affiancati al criterio capitario, che tiene conto dell’influenza dell’età sui consumi sanitari, il tasso di mortalità sotto i 75 anni e alcuni indicatori delle condizioni socio-economiche, quali la povertà relativa, la bassa istruzione e la disoccupazione.

La stessa mortalità prematura, ossia sotto una soglia di età, riflette a sua volta la presenza di forme di emarginazione sociale.

FABBISOGNO SANITARIO, RIPARTO CON NUOVE REGOLE

Il Focus evidenzia gli effetti del nuovo meccanismo in vigore. I nuovi criteri hanno generato nel 2023 un impatto redistributivo tra le Regioni pari complessivamente a 219 milioni di euro.

L’applicazione dei nuovi parametri produce un incremento delle risorse per le Regioni
in cui sono più diffuse le condizioni di emarginazione socioeconomica, dunque principalmente nel Mezzogiorno.

Nel 2023 il nuovo meccanismo ha infatti attribuito 84 milioni in più alla Campania, 56 milioni in più alla Sicilia, 45 milioni in più alla Puglia e 21 in più alla Calabria.

Allo stesso tempo ha ridotto le risorse della Lombardia (-71 milioni), del Veneto (-33 milioni) e dell’Emilia-Romagna (-30 milioni).

La riforma, riconoscendo che lo stato di salute e il bisogno sanitario non si determinano esclusivamente dall’età ma anche dalle condizioni socio-economiche, come evidenziato da numerosi studi, riequilibra la distribuzione dei finanziamenti per assicurare una maggiore aderenza tra i bisogni sanitari dei territori e le risorse destinate al loro soddisfacimento.

Un esempio virtuoso che fa comprendere come la spesa storica rischi di essere sempre un elemento fuorviante, allo stesso modo come rischierebbero di esserlo i criteri che regolano la proposta di autonomia differenziata.

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