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FALCONE E BORSELLINO SIMBOLI DELLA SICILIA!

22 Maggio 2021

Rino Piscitello

I mafiosi nemici dell’isola e dei suoi abitanti

Ventinove anni fa, il 23 maggio del 1992, cadeva ucciso in un attentato Giovanni Falcone. Insieme a lui venivano uccisi la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Meno di due mesi dopo veniva ucciso in un altro attentato Paolo Borsellino insieme alla sua scorta.

Lo Stato non era riuscito a difendere alcuni dei suoi uomini migliori.

Falcone in una sua famosa frase aveva sostenuto che “si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”.

Ma quegli attentati hanno segnato una linea di demarcazione tra il prima e il dopo.

Il forte cambiamento dell’opinione pubblica in Sicilia e una diversa presenza dello Stato ci consentono di affermare che la mafia fece allora due gravissimi errori che avrebbe pagato molto caro.

La mafia in quegli anni aveva ancora in Sicilia un consenso non indifferente che si è oggi fortemente ridotto fino a diventare limitato a zone e gruppi ristretti.

Questo calo verticale del consenso mafioso e la consapevolezza antimafia acquisita dalla stragrande maggioranza dei siciliani sono in buona parte frutto del sacrificio di quegli uomini e di quelle donne che morirono nei due attentati.

Generalmente vengono definiti eroi. Erano semplicemente persone normali che facevano fino in fondo il loro dovere pur sapendo che questo comportava un grande rischio.

Oggi possiamo dire che Falcone e Borsellino sono i veri simboli di una Sicilia che in questi trent’anni è molto cambiata.

Falcone e Borsellino sono siciliani.

I mafiosi invece hanno perso ogni diritto di definirsi tali e sono i veri nemici dell’isola e di tutti i suoi abitanti.

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