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FEMMINICIDI: CAMBIARE LA CULTURA DI UNA SOCIETÀ MASCHILISTA

9 Settembre 2021

Nino Piscitello

A cominciare dalle scuole. Interventi di Minardo (Lega) e Drago (FdI)

Malgrado anche su questo fronte resistano posizioni negazioniste di chi afferma che prevedere una categoria specifica per l’uccisione delle donne non sia sensato, il dato è così evidente che negarlo è davvero difficile.

In Italia le donne vittime di omicidio volontario nel 2020 sono state 112 e sono già 65 nel periodo dal primo gennaio al 22 agosto 2021.

Nel 2020 costituiscono il 41,3% delle 271 vittime di omicidio, ma 98 sulle 112 donne sono state uccise nell’ambito familiare affettivo.

Il 61,3% delle donne uccise sono state uccise dal partner o dall’ex e il 22,5% da un altro parente.

A queste vanno aggiunte le morti in seguito ai tentativi di violenza sessuale.

È ovvio, da questi dati, che il femminicidio è una categoria specifica e ha bisogno di soluzioni specifiche, prima di tutto di carattere culturale e poi attinenti alle procedure di sicurezza.

Il caso di ieri a Bronte segue in Sicilia quello di Vanessa Zappalà di poche settimane orsono e solo pochi giorni fa sul lago di Garda è stata uccisa Chiara Ugolini.

Tre vicende diverse ma accomunate dall’idea del possesso e quindi dell’inferiorità femminile.

“Prevenzione, repressione e rieducazione ecco ciò che serve!” ha detto ieri la senatrice Tiziana Drago di Fratelli d’Italia.

Occorre “stabilire le forme di nuovi progetti e modelli educativi da proporre nelle nostre scuole – dice l’on. Minardo della Lega. I “vendicatori affettivi”, i maschi che fanno del culto del possesso, della rabbia e della sopraffazione la loro ragione di vita sono ancora troppi, in tutte le fasce di età: almeno cerchiamo di arginare il fenomeno nelle nuovissime generazioni.”

E allo stesso tempo “aumentare gli strumenti tecnologici in dotazione alle forze dell’ordine – continua Minardo – e capire quanti margini vi siano per avere più uomini e donne qualificati sul territorio preposti ai controlli e alla repressione immediata, prima che le tragedie si verifichino.”

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