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FRATELLI D’ITALIA, IL “PARTITO DI GIORGIA”, E IL PREMIERATO

IL NUOVO MODELLO DI PARTITO DEVE ESSERE ADEGUATO AL MODELLO COSTITUZIONALE DEL PREMIERATO

6 Giugno 2024

Rino Piscitello

In foto: Giorgia Meloni e Antonio Tajani

Esistono oggi in Italia due modelli di partito. Quello tradizionale correntizio e quello strutturato unitario. Entrambi hanno ovviamente pregi e difetti. Il primo è rappresentato da Forza Italia e da Antonio Tajani e il secondo da Fratelli d’Italia, ormai definito il partito di Giorgia.

Gli altri sono al massimo contenitori politici con leader autoreferenziali e programmi ballerini. A partire dal PD, partito leader della sinistra, erede di un partito strutturato, ma oggi in mano a litigiosissime correnti interne.

Fateci caso. Tranne Forza Italia e Fratelli d’Italia, tutti gli altri hanno scelto anche candidature note ma esterne al loro partito, a volte persino distanti dalla linea politica interna, ma necessari ad attirare i voti di frange consistenti se pur residuali.

Facciamo solo tre esempi: la Lega ha candidato il generale Vannacci, che sembra piuttosto una copia esasperata di Salvini, i Verdi e Sinistra hanno candidato Ilaria Salis, espressione più dei centri sociali che degli ambientalisti, e il PD ha candidato Tarquinio, vero e proprio corpo estraneo che sembra piuttosto un cattocomunista degli anni ’80.

Forza Italia e Fratelli d’Italia sono rimasti invece legati alle loro posizioni politiche e hanno stretto tuttalpiù (vedi Forza Italia) alleanze elettorali con forze vicine ed omogenee.

Fratelli d’Italia in particolare ha scelto di caratterizzarsi per tutta la campagna elettorale come “il partito di Giorgia.”

Gli stessi errori del gruppo dirigente (e ce ne sono stati) sono stati assorbiti dalla presenza vivace e costante della leader, la cui campagna di comunicazione appare perfettamente tagliata sul personaggio.

Guardando alla Sicilia, sia Forza Italia che Fratelli d’Italia hanno una fortissima caratterizzazione dei candidati e un’inevitabile ricerca contrapposta delle preferenze.

Ma Forza Italia ha scelto il modello ultracompetitivo dove tutto è concesso, compresi i colpi sotto la cintura; e Fratelli d’Italia invece il modello cooperativo dove tutti chiedono il voto per Giorgia e quasi fingono di dimenticare la preferenza per loro.

In Forza Italia la sfida tra Tamajo, Falcone e la Chinnici non conosce interruzioni e su chi vince si basano i futuri destini del partito in Sicilia.

In Fratelli d’Italia, invece, il futuro del partito in Sicilia non sarà certo determinato da chi vincerà la ricerca interna della preferenza tra Razza, Milazzo e Giammusso.

Mancano appena due giorni all’apertura delle urne, ma non vi è dubbio che il futuro della politica italiana, che vedrà nel premierato il nuovo assetto istituzionale, ha bisogno di un nuovo modello di partito.

Quello strutturato, ovvero il partito di Giorgia, sembra oggi quello che meglio risponde al futuro modello costituzionale. Quel che è comunque certo è che i leader autoreferenziali e i contenitori che cambiano programmi ad ogni piè sospinto ormai mostrano la corda.

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