Mentre cambiano le norme nazionali, contesta quelle regionali

Come tutti ricorderanno, il 7 luglio il Presidente Musumeci ha emesso un’ordinanza nella quale si prevedeva che si procedesse a una ricognizione di tutti i dipendenti regionali che non si fossero ancora sottoposti a vaccinazione e, nei casi di coloro che avessero contatti diretti con il pubblico e che manifestassero ulteriore indisponibilità a ricevere il vaccino, si provvedesse a individuare per l’interessato una differente assegnazione lavorativa.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha avvertito che i trattamenti di dati personali effettuati in attuazione dell’ordinanza del presidente della Regione Siciliana, “in assenza di interventi correttivi, possono violare le disposizioni del Regolamento europeo e del Codice privacy”.
Il Presidente della Regione ha risposto in modo giustamente duro obiettando che ben altri provvedimenti stanno per essere presi sul piano nazionale e che le lesioni dell’ordinanza alla privacy sono di fatto inesistenti e che le obiezioni del Garante non tengono conto della pandemia in corso e delle esigenze di una Regione che non può permettersi nuove chiusure, senza mettere a rischio l’economia.
Condividiamo la posizione del Presidente Musumeci e siamo curiosi di vedere se il Garante muterà posizione quando, invece dell’ordinanza del Presidente della Regione, vi sarà un decreto similare del Presidente del Consiglio.




