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GLI ELICOTTERI NON SERVONO PER SPEGNERE GLI INCENDI

QUELLO CHE SERVE VERAMENTE È PREVENIRLI

18 Aprile 2024

Redazione

Contributo di: Tuccio D'Urso

Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno.

Le masse d’aria che spostano le pale degli elicotteri sono talmente rilevanti che quando il mezzo arriva sul fuoco anziché spegnerlo ne propaga l’intensità.

A poco servono i anche 5 m³ d’acqua trasportati da elicotteri di grande dimensione rispetto al danno che le pale provocano sull’incendio .

Quello che serve veramente è prevenire l’incendio.

Come? Vigilando il territorio!

L’incendio boschivo è il fenomeno di rischio più prevedibile. Dell’incendio sappiamo tutto: dove si verifica:, come si verifica, chi lo innesca, quando si verifica.

Le aree di massimo rischio incendio sono da sempre mappate. L’innesco dell’incendio è sempre umano. Non esiste l’autocombustione, l’opera è affidata a squilibrati piromani o a delinquenti che sfogano la loro rabbia contro le istituzioni in questa maniera. I periodi in cui possono svilupparsi gli incendi sono quelli previsti almeno quarantott’ore prima dalle previsioni metereologiche.

Allora che fare?

Bisogna partire da un semplice presupposto: il piromane che va in determinate aree in determinati giorni dell’anno deve necessariamente percorrere strade o sentieri esistenti.

La pianificazione della prevenzione parte quindi dall’individuazione dei percorsi che il piromane deve compiere per giungere sui luoghi dove appiccare gli incendi.

Il piano quindi deve prevedere come vigilare per 24 ore in continuità, e solo nei giorni di massima allerta, questi percorsi.

Già la presenza fisica sui percorsi che il piromane deve fare delle forze organizzate scoraggia chiunque.

Se poi la vigilanza è affidata anche a tutori della legge che hanno la possibilità di fermare le macchine e perquisirle questo sarebbe il massimo.

In Sicilia i territori da controllare non sono più di 50. In questi 50 luoghi bisogna mettere in moto una difesa civile contro il fuoco affidata prioritariamente ad un responsabile locale, che organizza sia le forze di polizia ma soprattutto il volontariato di protezione civile, quindi il volontariato popolare, che allertato per tempo da una direzione regionale fa scattare il piano di controllo del territorio.

Il costo di una simile operazione è irrisorio, ma sono convinto che gli effetti possano essere eccezionali, sia in termini di tutela del territorio, sia in termini di partecipazione popolare alla difesa di un bene comune.

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