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GLI ESTREMISTI SONO OVUNQUE (E FANNO SEMPRE DANNO)

2 Agosto 2021

Rino Piscitello

Vaccini: Difendere al contempo sicurezza e diritti individuali

La politica, la società, spesso anche le famiglie sono travolte dall’abbandono del principio tradizionale del confronto e del dibattito e dalla prevalenza dell’estremismo di quelli convinti di aver ragione al 100%.

Sempre meno sono quelli disposti a riconoscere alcune ragioni nelle tesi dell’avversario o della persona con la quale discutono.

Relativamente al Green Pass e ai vaccini questo succede con frequenza persino maggiore.

Si vedono alcuni no-vax diffondere sui social media teorie assolutamente inverosimili e deliranti e dall’altra parte alcuni sostenere addirittura la necessità dell’obbligo della vaccinazione per tutta la popolazione.

E il dubbio non sfiora nessuno di loro.

E se ti permetti di provare a discutere, dopo poco, ti ritrovi rispettivamente con l’accusa di essere servo delle multinazionali del farmaco o nemico della sanità pubblica.

Quello che si è smarrito è il concetto di equilibrio.

Essere di parte è giusto e normale, ma ritenere di possedere la verità in esclusiva è chiaro sintomo di instabilità psicologica.

Chi scrive è favorevole alla vaccinazione e anche all’utilizzo del Green Pass (ed è quindi consapevole di essere in qualche modo di parte), ma ritiene che entrambe le cose vadano fatte nel rispetto dell’equilibrio tra sicurezza e diritti individuali.

In Italia la tutela della salute è interesse della collettività ed è al contempo fondamentale diritto dell’individuo.

Va da sé che l’obbligo di ricevere la somministrazione di un farmaco deve conciliarsi con il diritto di rifiutare una terapia o di interromperla.

Gli obblighi, a volte necessari, devono quindi essere gestiti con il massimo di equilibrio e non devono mai travalicare le indispensabili necessità.

In una società che rispetta i principi liberali, neanche la maggioranza può violare diritti individuali del cittadino senza gravissime motivazioni di sicurezza. Solo le dittature, e in particolare quelle fasciste e quelle comuniste, non riconoscono questi diritti che riguardano il singolo individuo.

L’obbligo vaccinale può dunque riguardare soltanto ristrettissime categorie come i sanitari o i docenti o le categorie a forte contatto con il pubblico, ma nel farlo vanno stabilite regole precise, cercando, ove possibile, di evitare i licenziamenti e attrezzandosi con trasferimenti, cassa integrazione e simili.

L’obbligo vaccinale imposto a tutta la popolazione, che non a caso non è stato deciso in nessun Paese al mondo, contrasta, fino a questo momento, sia con le possibilità di imporlo sia con la necessità di realizzarlo.

Si stabiliscano quindi le categorie per le quali è indispensabile la vaccinazione e le regole per evitare che le imposizioni assumano un carattere gravemente traumatico.

Altra cosa è il Green Pass, che riguardando limitazioni alla mobilità degli individui, va gestito con il massimo di moderazione aggiungendo il massimo di attenzione per non complicare la vita di esercizi commerciali che hanno ripreso da poco a respirare e per non rallentare i servizi pubblici del Paese.

Fermo restando che le limitazioni alla mobilità sono possibili e, in alcuni casi, indispensabili, occorre che esse siano funzionali alla riduzione dei contagi, e non vengano invece scambiate per punizioni nei confronti di chi ha deciso di non vaccinarsi.

Sul Green Pass va fatta però anche un ulteriore considerazione: dando per buona l’affermazione del virologo statunitense Anthony Fauci secondo la quale i vaccinati contagiano allo stesso modo dei non vaccinati, e dando per buona l’affermazione condivisa da esponenti di tutte le fazioni secondo la quale i non vaccinati, se contagiati, corrono un rischio molto superiore di finire ricoverati in ospedale o in terapia intensiva, diventa palese che il Green Pass è nell’interesse dei non vaccinati che corrono un rischio maggiore a stare in luoghi chiusi e affollati con soggetti vaccinati. A questa valutazione oggettiva un non vaccinato potrebbe obiettare adducendo la libertà di scelta. Argomento però poco sostenibile a fronte del fatto che la sanità pubblica ha un costo, che la paghiamo tutti e che occorre evitare di ingolfarla.

E questo sembra proprio uno degli argomenti rispetto ai quali la tutela della sicurezza dei non vaccinati può stabilire, senza esagerare, un limite al loro diritto alla mobilità.

Un’ultima considerazione va fatta su alcune posizioni estremiste che non possono avere alcuna giustificazione: le minacce ad alcuni giornalisti, il lancio di bottiglie sulla polizia o il minaccioso sit-in sotto casa del sindaco di Pesaro.

Sono atteggiamenti squadristi che vanno puniti e condannati dai tribunali senza alcuna attenuante.

Per concludere, va ricordato che, per quanto riguarda la nostra sola regione, nella lotta contro il Covid hanno perso la vita oltre 6.000 siciliani.

È anche nel loro ricordo che vanno evitate le polemiche e le posizioni estreme, rimanendo sempre nel solco del confronto, e vanno adottate le misure necessarie (e solo quelle) con il massimo di equilibrio e moderazione,

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