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GLI SFASCISTI TUTTI CONTRO ARMAO

22 Marzo 2021

Rino Piscitello

Ma alla fine l’Assessore all’Economia finisce sempre per avere ragione

Ci si aspettava che, con l’avvento a Roma del Governo Draghi, le forze politiche siciliane sarebbero state disposte ad un fair play istituzionale che, pur mantenendo i differenti ruoli di maggioranza e opposizione, avrebbe consentito alla Sicilia di superare senza gravi conflitti la difficile situazione sanitaria, economica e sociale dovuta al Covid.

Nulla di tutto questo.

Il PD e i 5 Stelle hanno invece alzato il tiro e si dilettano nel mettere in piedi un fuoco di fila nei confronti della Regione tentando in tutti i modi di rallentare ogni azione del Governo Musumeci, in questo purtroppo aiutati anche a volte dal cosiddetto fuoco amico di qualche esponente della maggioranza che non vede l’ora di creare problemi per poi trattare su interessi specifici.

Gli sfascisti presenti all’Assemblea Regionale Siciliana hanno scelto come obiettivo quello di fare saltare la legge di stabilità (la cosiddetta finanziaria), cercando di scaricare le colpe sull’Assessore all’Economia Gaetano Armao, riconosciuto a livello nazionale come uno dei pochi in Sicilia competente nelle materie riguardanti l’economia.

Sembra incredibile ma le cose stanno proprio così: quelli del PD, che sono stati i principali sostenitori di Crocetta e del suo assessore all’economia Baccei (inviato da Roma con logica coloniale) nei 5 anni che hanno affossato il bilancio regionale, adesso hanno la faccia tosta di attaccare chi quel bilancio lo sta risanando (cosa riconosciuta da chiunque abbia un minimo di obiettività).

Per attaccare Armao, e quindi tentare di indebolire il Governo Musumeci, hanno tentato di inventarsi di tutto, arrivando persino a non partecipare a un’Assemblea dei Capigruppo dichiarandosi offesi da un post dell’assessore su Facebook.

Neanche se fossero bambini dell’asilo.

Con il contributo determinante del voto segreto e di qualche scriteriato della maggioranza hanno poi cancellato un comma rendendo quasi inservibile un articolo che dava ossigeno alle imprese (100 milioni di finanziamento a tasso zero, senza riferimento al merito bancario) attraverso l’intervento della BEI (Banca Europea degli Investimenti).

Ma l’argomento strumentale che più di tutti ha rallentato l’esame della finanziaria è stato quello dell’impugnativa da parte del Governo nazionale sulle variazioni di bilancio 2020 che a detta dell’opposizione, e anche di qualche raro genio della maggioranza, avrebbe sottoposto a impugnativa certa anche l’esercizio provvisorio 2021 e quindi avrebbe inficiato l’intera finanziaria e avrebbe reso necessario un grosso accantonamento all’interno dei conti del bilancio.

Armao (che ha da tempo solidi rapporti di conoscenza con il ministro dell’Economia Daniele Franco e con la ministra degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini) e il Presidente Musumeci hanno spiegato che l’impugnativa riguardava solo questioni formali e che il problema non si sarebbe posto, ma le opposizioni miravano a far saltare tutto e hanno proseguito nella loro attività ostruzionistica.

Evidentemente Armao e Musumeci avevano ragione e, malgrado le pressioni contrarie, il governo nazionale ha provveduto a chiarirlo.

Nella giornata di Sabato, Roma ha dato disco verde all’esercizio provvisorio e ha rinunciato ai ricorsi proposti in Corte costituzionale dallo Stato contro le due leggi del 2020 confermando che si trattava di questioni meramente formali che verranno risolte con semplici emendamenti nell’attuale finanziaria.

Gli esponenti dell’opposizione con il loro estremismo di fatto antisiciliano hanno fatto così un’altra incredibile figura barbina.

Speriamo che ne abbiano tratto la lezione e che in futuro evitino, arrampicandosi sugli specchi, di scontrarsi su argomenti complicati con chi ne capisce molto, ma molto più di loro.

E adesso, se i signori consentono, si proceda celermente ad approvare la finanziaria nell’interesse dei siciliani.

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