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LITIGANO FRA DI LORO MA SONO UNITI CONTRO LA REGIONE SICILIANA

13 Gennaio 2021

Rino Piscitello

Conte, malgrado il Covid, chiede ai siciliani sacrifici pesantissimi

Giuseppe Conte contro regione siciliana

Un anno fa, nel dicembre del 2019, la Regione Siciliana e il Governo italiano sottoscrivono un accordo per spalmare in dieci anni, anziché in tre, il ripiano del disavanzo di oltre due miliardi di euro (tutti dovuti ad errori e sprechi delle passate amministrazioni).

Le condizioni che pone il Governo nazionale sono pesanti (entro novanta giorni occorreva sottoscrivere un accordo sul rientro progressivo del disavanzo e la riduzione delle spese) ma, in condizioni normali, la Sicilia sarebbe stato in grado di sostenerle.

L’operazione di risanamento del bilancio regionale avviata dal Governo Musumeci e dal suo Assessore all’Economia Gaetano Armao, ha determinato infatti in pochi anni una forte riduzione dell’indebitamento.

Ma c’è la pandemia e il Covid non dà scampo all’economia determinando aumenti delle spese e riduzione delle entrate.

Malgrado tutto ciò la Regione non produce un euro di ulteriore disavanzo e continua a ridurre il debito.

Ma il Governo nazionale, mentre litiga per le poltrone, chiede di più e non firma ancora l’accordo pretendendo impegni insostenibili a carico dei cittadini siciliani.

Senza spalmatura del disavanzo (che allo Stato centrale non costa nulla) il bilancio regionale sarà lacrime e sangue e i tagli peseranno sui ceti più deboli.

Ma sembra che sia questo l’obiettivo del Governo Conte, dei 5 stelle e del PD.

I grillini hanno chiesto che Musumeci riferisca in aula.

Ma forse sarebbe più utile che in aula riferissero i grillini e i piddini per spiegare i termini del ricatto insopportabile del Governo nazionale alla Sicilia.

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