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I GIOVANI DEL PD L’UN CONTRO L’ALTRO ARMATI

13 Febbraio 2024

Rino Piscitello

Se è vero che i partiti non ci sono più, le organizzazioni giovanili ci sono ancora meno. Come dimostrano i giovani del PD, è rimasto solo lo scontro tra correnti.

Sabato e domenica scorsi a San Cataldo si è tenuto il congresso regionale dei giovani democratici siciliani che avrebbe eletto segretario regionale tale Marco Greco, consigliere comunale di Enna.

Era presente il segretario regionale Anthony Barbagallo insieme ad una pletora di parlamentari e dirigenti del partito.

Ma l’elezione è contestatissima, molti giovani del PD hanno disertato il congresso e le accuse di scorrettezza e brogli risalgono la penisola e spaccano anche il partito.

Un documento di iscritti di 7 province (Agrigento, Palermo, Trapani, Caltanissetta, Messina, Catania e Siracusa) lancia pesanti accuse di irregolarità e si appella a una violazione di una delibera della Commissione nazionale di garanzia del PD che obbligava a una serie di prescrizioni prima di convocare il congresso regionale.

I GIOVANI DEL PD L'UN CONTRO L'ALTRO ARMATI

La corrente avversa aveva denunciato 120 iscrizioni online fuori regola e numerose irregolarità nelle tessere cartacee.

La delibera della Commissione nazionale di garanzia aveva stabilito che prima della celebrazione del congresso occorrevano: “”la revisione dell’anagrafe on line con l’esclusione delle 120 iscrizioni anomale segnalate; la comprovata verifica e certificazione del tesseramento cartaceo; l’eventuale conseguente nuova determinazione dei delegati congressuali”.

Delibera che Marco Greco e i suoi sodali avrebbero ignorato bellamente celebrando il Congresso regionale senza adempiere a nessuna delle prescrizioni.

I lealisti di Greco gridano al “vile tentativo di boicottaggio” di una minuscola minoranza e si adeguano al vecchio principio “abbiamo vinto, non si divide”, spartendosi tutti gli incarichi interni.

Sulla vicenda interviene con rabbia, a favore dei dissidenti, il deputato regionale del PD Tiziano Spada accusando i vincitori di avere escluso dal congresso la metà degli oltre duemila iscritti.

“Quanto sta accadendo all’interno dei Giovani democratici – dice Spada – è qualcosa di vergognoso che coinvolge anche gli organismi di partito e questa classe dirigente”.

La vicenda arriva anche i livelli nazionali a testimonianza delle infinite spaccature interne del partito.

Il consigliere regionale della Lombardia e candidato al Congresso nazionale Paolo Romano, che evidentemente contava sui voti dei dissidenti, chiede che il congresso regionale venga annullato e lo definisce “un congresso ‘ad personam’ che ha del vergognoso”.

Nel guardare all’inesistente idealismo di questi giovani che sembrano avere di già solo la bramosia del potere, non riusciamo ad esprimere altro sentimento che la tristezza.

Ma nel guardare il partito degli adulti che non interviene, ci assale quasi l’indignazione.

La politica avrebbe bisogno di giovani che, in qualsiasi schieramento, riportino passioni e ideali e non risse da cortile.

Non è un bel futuro quello che li aspetta.

Speriamo che non siano tutti così.

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