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I LOMBARDIANI SI FEDERANO CON LA LEGA

23 Dicembre 2020

di: Rino Piscitello

Quattordici anni dopo la prima volta

autonomisti federati con la lega

Noi non siamo tra coloro che si scandalizzano, anzi crediamo che la presenza di siciliani in quella che una volta era la Lega Nord può solo essere utile a fare comprendere a quel partito e ai suoi dirigenti i problemi vissuti dal Sud.

Che dirigenti politici di tradizione autonomista come Vincenzo Figuccia, approdato alla Lega (con provenienza UDC), o Roberto Di Mauro, lombardiano di lungo corso e promotore della federazione con i leghisti, avviino un rapporto di collaborazione con la Lega, non ci stupisce affatto e tantomeno ci dispiace.

Già nel 2006 Lombardo aveva fatto un accordo con la Lega e non occorre essere scienziati della politica per comprendere che la vecchia Lega di “Forza Etna” è oggi morta e sepolta e che al suo posto vi è un soggetto politico con ambizioni nazionali.

Quello che piuttosto conta è lo svilupparsi degli argomenti.

Alcuni giorni fa il Presidente del Consiglio Conte ha presentato alle Regioni un piano relativo al Recovery Fund con distribuzione dei fondi sulla base della popolazione delle regioni.

Questo è in assoluta contraddizione con i criteri adottati dalla UE che privilegia invece le regioni con minore reddito e maggior numero di persone disoccupate.

I soldi del Recovery Fund devono servire a recuperare il Gap fra Nord e Sud e quindi devono essere destinati soprattutto al Sud.

È questo il ruolo che devono assumere su di sé personalità come Figuccia e Di Mauro.

Spingere la Lega ad assumere una posizione meridionalista che sostenga la tesi “Meno fondi al Nord, più soldi al Sud.”

È un compito difficile, ma è il compito che si sono assegnati e che devono svolgere.

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