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I NOMI DEL PROSSIMO RIMPASTO IN SICILIA

DA QUATTRO A OTTO NUOVI ASSESSORI NEL GOVERNO SCHIFANI 2

12 Giugno 2024

Rino Piscitello

Avendo analizzato nel precedente articolo i numeri sui quali si discuterà del prossimo rimpasto di governo alla Regione Siciliana, adesso è il momento dei nomi.

Come è ormai prassi del rapporto tra la politica e una parte della stampa, nei giorni successivi ad una campagna elettorale, girano alcune veline interessate a rafforzare questo o quel politico e ad indebolire i suoi avversari.

Normalmente si tratta di notizie autoinverantesi, ossia non vere ma che determinano la realtà e la spostano verso il contenuto della notizia.

Nessuno si stupisca quindi se non terremo conto di molte delle notizie che appaiono certe ma non sono confermate e ci avvarremo principalmente delle nostre informazioni e del nostro intuito.

Cominciamo dai nomi di Forza Italia. L’unico dato certo è che Falcone, uomo di rara coerenza nella politica siciliana, manterrà la promessa e accetterà il seggio a Bruxelles.

Tamajo in queste settimane ha invece dichiarato che prenderà la decisione parlando con Schifani e Tajani. Tutti dicono che resterà a Palermo. Ci permettiamo di dubitarne. Se prendi 120.000 voti e poi fai come se non ci fossero, rischi il discredito nei prossimi anni e questo non potrà che pesare sulla tua carriera. Tamajo confida su una richiesta formale di Tajani per consentire alla Chinnici di tornare al Parlamento Europeo, ma l’ipotesi di assegnare a questa l’assessorato alla sanità potrebbe piacere a Schifani, alla stessa Chinnici e all’assessore ombra Iacolino. I giochi quindi sono ancora aperti.

Per quanto riguarda la sostituzione di Falcone, attorno a questo si giocherà il vero scontro della politica siciliana. Tamajo e Falcone di fatto hanno ottenuto un successo quasi uguale, rispettivamente 120.000 e 100.000 preferenze stabilendo così un fatto indiscutibile: in Sicilia Forza Italia è divisa in due parti pressoché uguali. Uno degli assessori non potrà quindi che essere espressione dell’area Falcone (che a Roma vuol dire Gasparri). In caso contrario sarà la stabilità dell’intero governo a farne le spese. Se Schifani quindi tentasse di nuovo di prendere il controllo totale di Forza Italia in Sicilia, questa volta rischierebbe di pagarne le conseguenze.

E veniamo ai nomi di Fratelli d’Italia. Nessun partito indossa meglio le caratteristiche di partito unitario e allo stesso tempo investe su tutte le sue differenze interne evitando ogni scontro pubblico. Verosimile, anche se non certo, potrebbe essere un passo indietro dell’assessora Pagana dopo l’elezione al Parlamento Europeo di Ruggero Razza. In questo caso, la sostituzione sarebbe con tutta probabilità con Giusi Savarino unica degli storici ad essere stata finora penalizzata e che ha conseguito un risultato elettorale di tutto rispetto. Poco verosimili altre sostituzioni, ma in ogni caso ogni decisione verrà come sempre centralizzata.

Ed è il turno della Lega. L’ex assessore Sammartino ha messo ogni sforzo per riuscire ad eleggere Stancanelli e il risultato elettorale gli ha sostanzialmente dato ragione.

Ma Salvini è già stato chiaro con Schifani immediatamente dopo il voto. I due assessori devono essere divisi uno per ognuna delle aree interne della Lega in Sicilia. Il leader leghista evidentemente non si vuole fare intrappolare da una Lega mono componente e non intende schierarsi a favore né di Sammartino, né della Tardino ex coordinatrice regionale. Un assessore ciascuno e nessuno pensi di poter fare a meno degli altri.

Sammartino attende nei prossimi giorni l’esito del Tribunale del Riesame per sapere se potrà tornare o meno a fare l’assessore. In caso negativo dovrà scegliere se riproporre a Schifani un nome fortemente inviso a quest’ultimo come Turano, o proporre un nome nuovo che potrebbe per esempio essere il fedelissimo Giovanni Cafeo o un altro nome che rendesse comunque evidente che la scelta è soltanto sua. Dall’altra parte molto probabile il nome della Tardino.

Resta la Democrazia Cristiana con i suoi due assessori. Il primo problema sarà riuscire a confermarli. I 68.000 voti conseguiti da Massimo Dell’Utri, candidato di DC e Noi Moderati, rappresentano poco più del 4% dei votanti. Se il numero di due assessori venisse confermato, Cuffaro potrebbe optare per i nomi di due non parlamentari allargando il raggio d’azione o, meno probabile, per i deputati Abbate e Pace.

Last but not least, Raffaele Lombardo e il suo Movimento per l’Autonomia. Indiscutibile il successo del suo impegno per la Chinnici alla quale ha fatto ottenere un risultato quasi insperato. È arrivata terza con 93.000 preferenze, dopo un cambio di casacca e con moltissimi dentro Forza Italia volenterosi di impallinarla. Ferma restando la conferma dell’assessore Di Mauro, non sarà semplice per Schifani corrispondere a Lombardo quello che merita il risultato conseguito.

Non sarà certamente un rimpasto facile.

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