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IL DISASTRO DI CROCETTA PESA ANCORA.
E I SICILIANI PAGANO.

22 Luglio 2021

di: Rino Piscitello

I numeri che provano il danno irreparabile alle casse siciliane

Il 28 ottobre 2012 Rosario Crocetta diventa Presidente della Regione e inizia la lunga stagione del disastro, in particolare quello dei conti.

Con assessori all’economia in prevalenza non siciliani e quasi sempre scelti da Roma, fino ad arrivare all’indimenticabile Baccei, proconsole romano, vera e propria sciagura per l’economia siciliana.

Gli accordi Stato – Regione di quegli anni, o per meglio dire gli accordi Renzi – Crocetta del 2014 e del 2016 devastarono le casse della Regione Siciliana che rinunciò a crediti miliardari e a contenziosi davanti alla Corte Costituzionale che con grande probabilità si sarebbero vinti.

Ma facciamo parlare i numeri.

La Regione Siciliana fino al 2015 aveva entrate per circa 17 miliardi e 300 milioni di euro.

Nel 2016 e nel 2017 queste entrate crollano a circa 11 miliardi e 300 milioni. Una perdita netta di 6 miliardi l’anno .

A ottobre del 2017 Crocetta termina il suo mandato, ma il danno è ormai praticamente irreparabile e perseguiterà la Sicilia per parecchi decenni.

Il crollo delle entrate impedisce alla Regione di coprire le spese previste dallo Statuto, malgrado la sensibile riduzione delle uscite per diverse centinaia di milioni operate dal Governo Musumeci con assessore all’Economia Gaetano Armao.

Finalmente i governi siciliani non trattano più con il coltello alla gola e la trattativa con il governo nazionale è ripartita.

Ma i responsabili di quel disastro del precedente governo, quasi tutti del PD, invece di nascondersi, si permettono anche di criticare come se loro non fossero responsabili.

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