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IL PARTITO DI CATENO DE LUCA NON C’È PIÙ

LA SCONFITTA DELLE EUROPEE POTREBBE IMPEDIRGLI DI RIALZARSI

26 Giugno 2024

Rino Piscitello

Questa fine settimana si svolgerà l’assemblea nazionale di Sud chiama Nord, il partito personale di Cateno De Luca che ha subito una pesantissima sconfitta alle elezioni europee.

La Sicilia non è certo nuova ai partiti personali, ma la parabola di Cateno De Luca andrebbe studiata con maggiore attenzione.

Sapete dove si svolge l’assemblea nazionale? De Luca dice testualmente “dove tutto ebbe inizio”. Cioè a Fiumedinisi, suo paese di nascita. Siamo, come si può vedere, in pieno culto della personalità.

Cateno De Luca è un leader ultrapopulista in grado di spostarsi da destra a sinistra e viceversa in un attimo modificando anche l’impianto delle rivendicazioni e sembra indifferente sia all’area politica sia ad un programma definito.

Se si facesse un sondaggio per verificare quali sono secondo i suoi elettori le priorità politiche del programma di De Luca, praticamente nessuno sarebbe in grado di rispondere.

Se agli stessi elettori si domandasse perché votano De Luca, la maggioranza tra loro risponderebbe perché le dice in faccia a chi governa. È il ritornello di sempre e per farlo funzionare basta un tono alto della voce quando si parla dei propri antagonisti, e titillare la voglia di volgarità (soddisfatta magari a pernacchie) di una parte del popolino.

A tutto questo De Luca ha sempre aggiunto una forte propensione al clientelismo come peraltro è abbastanza naturale per un politico che nasce all’interno di un CAF e che di fatto ne controlla una rete diffusissima nel territorio.

Ma non è sempre festa e non tutti sono creduloni. Di fronte a progetti chiari che si contrappongono, il margine degli ultrapopulisti si riduce fortemente.

E infatti alle europee è arrivata una scoppola sonora.

La lista Libertà, inventata da De Luca con decine di simboli è naufragata con 284.472 voti, appena l’1,22%. Per superare il 4% ne occorrevano quasi un milione.

Ancora peggio è andata in Sicilia con soli 115.029 voti che rappresentano il 7,67% del voto siciliano.

Per avere un’idea del crollo, basta dire che alle regionali del 2022 Cateno De Luca come candidato presidente ha preso oltre 500.000 voti; quasi un quarto dei cittadini siciliani aveva votato per lui. Alle politiche del 2022 Sud chiama Nord ne ha comunque presi circa 210.000, praticamente il doppio delle europee.

Alcune considerazioni aggiuntive vanno poi fatte sul disastroso risultato elettorale.

Dei 115.000 voti riportati in Sicilia dalla sua lista, De Luca ne ha presi 70.000 di preferenza e tutti gli altri candidati messi insieme ne hanno a stento messo insieme altrettanti a testimonianza del fatto che si tratta di un partito personale.

Scarsi i risultati di alcuni dirigenti di primo piano come Ismaele La Vardera ed Edy Bandiera che hanno entrambi preso nelle loro province meno di quanto avevano preso alle regionali.

Un ultimo dato che nessuno ha evidenziato dà il senso della drammatica situazione che sta attraversando il partito di De Luca. L’8 e il 9 giugno si è votato in otto comuni superiori ai 15.000 abitanti, quindi con il sistema proporzionale. In tutti e 8 vi era la lista Libertà. Solo in uno (Mazara del Vallo) si è superata la soglia del 5%. Negli altri comuni risultati debolissimi fino all’inesistente risultato di Gela, lo 0,2%.

Non è quindi facile che Cateno De Luca possa rilanciare il suo partito personale, né tantomeno dopo il risultato delle europee che possa ambire a fare il candidato Presidente della Regione.

Ci proverà comunque e infatti ha chiesto al Pd e al M5S di fare le primarie nel 2027, ma a questo punto non è certo probabile che gliele concedano.

Cateno De Luca ha dimostrato in politica di avere tante vite, ma forse adesso si sono davvero esaurite.

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