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IL PIANO SCONCLUSIONATO DELL’OPPOSIZIONE CONTRO MUSUMECI

13 Agosto 2021

Rino Piscitello

Guerra dichiarata a prescindere e toni altissimi

Se si osservano le dichiarazioni degli esponenti dell’opposizione degli ultimi mesi rispetto al governo Musumeci, non può non venire in mente che ci si trova di fronte a un piano programmato per indebolire sul piano dell’immagine il Presidente della Regione.

Certo, se si guarda all’ultimo sondaggio nel quale Musumeci fa un balzo di circa dieci punti rispetto al suo risultato elettorale del 2017, il piano fa acqua da tutte le parti.

Ma evidentemente le opposizioni non hanno altri strumenti a disposizione.

Non si può ignorare che qualsiasi iniziativa del governo Musumeci viene contestata con toni altissimi  a prescindere dal merito.

Per avere la prova basta leggere alcune dichiarazioni degli esponenti più in vista dell’opposizione:

  • Claudio Fava, leader della sinistra estrema, il 24 giugno 2021: “Musumeci si dimetta”.
  • Anthony Barbagallo, segretario regionale del PD, il 12 aprile 2021: “Musumeci inadeguato, si dimetta”.
  • Giovanni Di Caro, presidente del gruppo parlamentare regionale dei 5 stelle, l’1 aprile 2021: “La Sicilia vuole le dimissioni immediate di Musumeci”.

E ogni giorno le dichiarazioni sono dello stesso tipo.

In Sicilia arrivano centinaia di migliaia di turisti e di siciliani di ritorno ed è quindi ovvio che, malgrado la macchina della sanità e della prevenzione abbia funzionato al meglio, i risultati dei contagi, come d’altronde in Sardegna, siano più alti delle altre regioni.

Per PD e 5 stelle la colpa è di Musumeci.

Non c’è mai stata un’estate così calda e, malgrado l’impegno del governo e di centinaia di forestali e di vigili del fuoco, decine e decine di incendi (al 90% dolosi) hanno devastato l’isola.

Per PD e 5 stelle la colpa è di Musumeci.

L’ultima trovata è quella del deputato regionale 5 stelle Giorgio Pasqua che ieri ha di nuovo attaccato Musumeci per lo stipendio da 150.000 euro l’anno della portavoce.

La notizia è falsa ed è già stata smentita. Lo stipendio, compreso di contributi della portavoce non supera i 100.000 euro l’anno, inferiore quindi a quello di qualsiasi altro dirigente dello stesso livello, ma Pasqua, con grande raffinatezza, parla di “ennesima porcata del governo”, dimenticando che il portavoce di Conte, il 5 stelle Rocco Casalino, percepiva 170.000 euro l’anno. Patetiche forme di strabismo politico.

Se questa è la strategia, Musumeci può davvero dormire tranquillo.

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