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IL PONTE SULLO STRETTO È LA GARANZIA PER LO SVILUPPO DELLA SICILIA

24 Maggio 2021

Rino Piscitello

Tutti uniti per ottenerlo subito. Basta chiacchiere.

Dobbiamo di nuovo soffermarci sul Ponte sullo Stretto.

Dopo anni di silenzio, l’argomento è ridiventato centrale e le novità sono continue.

Lo abbiamo detto in più occasioni.

Non si tratta più di proseguire la storica battaglia ideologica sulla realizzazione del Ponte o meno.

Gli argomenti storici dei contrari basati sulla necessità di realizzare prima le infrastrutture viarie, ferroviarie e autostradali e soltanto dopo avviare la discussione sul ponte sono ormai obsolete.

La discussione sul Ponte non ha più lo stesso significato.

Negli ultimi anni, infatti, la situazione nel Mediterraneo è profondamente mutata.

Il relativamente recente raddoppio del Canale di Suez ha determinato la necessità per le grandi compagnie di navigazione di individuare nel Mediterraneo grandi Hub nei quali sbarcare le merci e da lì farle ripartire per tutte le destinazioni europee.

Il percorso che attraverso Gibilterra portava le grandi navi container nei porti del Nord Europa è risultato essere ormai eccessivamente oneroso, richiedendo numerosi giorni aggiuntivi di navigazione.

Per la Sicilia, la realizzazione del Ponte sullo Stretto con avvio immediato dei lavori, è l’unica possibilità di intercettare in un tempo utile il traffico mediterraneo delle merci in arrivo dal Canale di Suez, come già accaduto in altri porti (l’esempio più lampante in Grecia al porto del Pireo accaparrato da un’enorme compagnia di navigazione cinese).

Se vi fosse il Ponte sullo Stretto e l’alta velocità ferroviaria, che oggettivamente ne conseguirebbe, tutti i porti della Sicilia sud-orientale costituirebbero insieme di fatto un enorme hub portuale dal quale movimentare le merci in tutta Europa.

La Sicilia ritroverebbe così il suo posto al centro del grande mare Mediterraneo e assumerebbe un ruolo economico adeguato alla sua straordinaria posizione geografica.

Queste semplici e, temporalmente, nuove considerazioni fanno sì che è indispensabile che i siciliani tutti, anche coloro che esprimevano posizioni contrarie, si uniscano per pretendere adesso la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

È l’occasione per lo sviluppo dell’intera isola, la possibilità di invertire il divario sociale, economico e infrastrutturale tra la Sicilia e il resto d’Italia, l’opportunità per garantire un lavoro nel territorio per i nostri giovani e per fermare il processo di desertificazione demografica in corso.

Viviamo peraltro una particolarissima opportunità economico – politica: in Parlamento, tranne i 5 stelle (e neanche tutti), la grande maggioranza dei parlamentari ha una posizione favorevole al Ponte, e la Commissaria Europea ai Trasporti, Adina Valean, ha confermato nei giorni scorsi, rispondendo a un’interrogazione dell’on. Tardino della Lega, l’interesse dell’Europa al Ponte come completamento del corridoio mediterraneo – scandinavo e la disponibilità a finanziarlo su richiesta del governo italiano.

A questo punto occorre soltanto una posizione chiara del Governo nazionale e la volontà del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, di diventare lo sponsor di un’opera che muterà la geografia e resterà nella storia.

L’attuale posizione fischiettante del Ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, non ha certo giovato; anche se, in una recente intervista, questi ha finalmente considerato come punto fermo il fatto che il Parlamento si sia già espresso favorevolmente.

La Commissione di studio incaricata dalla precedente ministra De Micheli ha presentato la propria relazione escludendo qualsiasi ipotesi di tunnel e non escludendo però, anzi per qualche aspetto addirittura preferendo, l’ipotesi del ponte a tre campate.

Occorre ricordare che la commissione non aveva alcun potere decisionale e che la fase interminabile delle relazioni e degli studi è ormai superata.

Crediamo che sia rimasto soltanto il tempo per chiare e identiche mozioni di Camera e Senato che consentano lo sblocco delle precedenti procedure e progetti inopportunamente annullati quasi un decennio fa dal Governo Monti, garantendo solo lo spazio per eventuali modifiche indispensabili o comunque utili determinate dal tempo o dalla possibilità di utilizzo di nuovi materiali o tecniche di costruzione.

Occorre individuare una procedura rapida ed elastica e conseguenti norme che consentano la realizzazione in tempi assolutamente rapidi.

Nel frattempo crediamo che sia giunto il tempo di programmare una grande manifestazione unitaria per segnalare il forte consenso dei siciliani all’opera e la determinata richiesta al governo nazionale.

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