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IL VOTO DISGIUNTO FAVORISCE LA SINISTRA. ABOLITELO

12 Marzo 2024

Rino Piscitello

L’affermazione può sembrare eccessiva. Invece è proprio così. Il voto disgiunto aiuta le coalizioni meno compatte e privilegia il voto all’immagine e alla comunicazione piuttosto che ai programmi.

C’è una cosa che nessun osservatore ha notato. I risultati in termini di distacco delle due coalizioni in Sardegna e in Abruzzo sono sostanzialmente uguali.

Il centrodestra supera la sinistra in Sardegna di 6,2 punti percentuali e in Abruzzo di 7 punti percentuali. Solo che in Sardegna il sistema elettorale prevedeva questo ibrido a due teste che è il voto disgiunto, mentre in Abruzzo no.

Se in Sardegna vi fossero state le stesse regole elettorali dell’Abruzzo la sinistra avrebbe perso anche lì.

Esempio di voto disgiunto

Nessun sistema elettorale è infatti neutro e occorre quindi prima di tutto partire dall’obiettivo che ci si prefigge.

Se l’obiettivo è la governabilità, questa è davvero assicurata solo dal voto omogeneo.

Il voto disgiunto non ha alcuna motivazione logica. I suoi sostenitori argomentano che vi è un problema di libertà di scelta. In verità non è così. Il voto disgiunto è un sistema che fa diventare maggioranza una minoranza e che assegna alla coalizione un ruolo secondario.

La coalizione è invece quella che sceglie il Presidente, che elabora il programma, che si impegna a stare insieme. È il radicamento nel territorio dei singoli candidati, ed è soprattutto la reale garanzia contro quei poteri forti della comunicazione politica in grado di spostare poche centinaia di voti verso il candidato Presidente o sindaco avversario e con questi cambiare il risultato.

Il voto disgiunto è il voto che non premia l’esperienza ma la demagogia e il populismo. Quello che privilegia i Crocetta o i De Luca di turno, scelti appunto dai poteri forti della comunicazione. E che permette gli inciuci e gli accordi sottobanco.

L’immagine contro il territorio. Si tratta di scegliere.

E non vi è dubbio che la sinistra sceglie l’immagine vuota, i miti dell’antimafia parolaia e di facciata che sempre hanno illuso e poi deluso i propri sostenitori. Ma tanto, quando deludono, ne vengono scelti altri con le stesse caratteristiche.

Per questi motivi il voto disgiunto va abolito alla Regione e nei comuni.

Il centrodestra trovi il coraggio di farlo. E con esso abolisca anche i ballottaggi nelle elezioni comunali che hanno la medesima caratteristica.

Quella di premiare un elettorato maggiormente militante e più facile da illudere, e di favorire ancora di più inciuci e accordi sottobanco con esponenti della coalizione avversaria.

Tutti sanno che il centrodestra, se va in ballottaggio, è condannato quasi sempre a perdere.

E allora perché scegliere un sistema che lo danneggia e che non serve al buon funzionamento delle istituzioni?

I risultati elettorali delle prossime elezioni regionali dipenderanno anche e, forse, soprattutto dal coraggio di cambiare regole dannose e non democratiche.

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