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IN SICILIA SERVONO PIÙ CONTROLLI E PIÙ FORZE DELL’ORDINE

6 Settembre 2021

Rino Piscitello

Riflessioni sulla lettera di Musumeci ai Prefetti

Con stile garbatissimo, ma determinato negli obiettivi, il Presidente della Regione, Nello Musumeci, ha scritto una lettera ai nove Prefetti dell’isola sollecitando maggiori controlli e maggiore sorveglianza da parte delle forze dell’ordine.

Una sorveglianza “più diffusa ed efficace, che scoraggi gli indisciplinati e alimenti fiducia nelle persone responsabili.”

“Avverto in giro un pericoloso calo di attenzione – aggiunge Musumeci, il quale ricorda che la nostra regione sta attraversando in questi giorni una fase delicata: “se aumentano i contagi, ma non i vaccini, la Sicilia rischia di tornare presto a chiudere. E non possiamo permetterci questo ulteriore sacrificio.”

E qui Musumeci pone il nocciolo della questione: “Il Presidente della Regione ha il compito di adottare le ordinanze – dice -, ma farle rispettare spetta al Ministro dell’Interno tramite i prefetti.”.

E questa ci sembra la questione cruciale.

Di sicuro riguarda tutta Italia e non solo la Sicilia, ma certo i controlli e la sorveglianza non appaiono adeguati alla gravità della situazione, soprattutto in una Regione come la Sicilia con alcuni milioni di turisti.

Non è certo colpa delle forze dell’ordine che vivono il problema della pesante carenza di organico, ma sicuramente una generale rilassatezza e – come ha ben detto Musumeci – “un pericoloso calo di attenzione” – ha caratterizzato l’intero periodo estivo.

Tutti i centri delle nostre città e dei nostri comuni – grandi e piccoli – sono stati attraversati da continui assembramenti, soprattutto giovanili, che si sono trasformati molto spesso in feste in ville e locali non autorizzati con centinaia di presenze, senza alcun controllo né rispetto delle norme di sicurezza.

E di queste feste erano noti, quasi sempre, luoghi, protagonisti e organizzatori.

La festa abusiva con mille persone nella spiaggia di Siracusa la notte di San Lorenzo, svelata dal nostro giornale alcuni giorni fa, è solo uno delle centinaia di episodi verificatisi in Sicilia tra luglio e agosto scorsi.

Senza parlare delle numerosissime risse (quasi tutte con feriti) avvenute dentro queste feste o nei centri cittadini tra bande organizzate e contrapposte o, a volte, aggressioni nate per futilissimi motivi nei confronti di chi non era in grado di difendersi.

Troppo spesso le forze dell’ordine convivono con la frustrazione di non potere, per varie ragioni (prima tra tutte la carenza di uomini), prendere provvedimenti contro i responsabili.

La maggior parte dei principali focolai di contagi dell’estate hanno avuto inizio da feste abusive o da cerimonie varie che non hanno rispettato le normative anticovid.

La sensazione, probabilmente non rispondente a verità, è che vi sia stata in qualche modo la decisione di lasciar correre, di evitare tensioni e sovraccarichi di lavoro e di intervenire esclusivamente a seguito di denunce, ma solo se precise e circostanziate.

Le mancate sanzioni hanno determinato una sensazione di impunità che ha sempre più amplificato i fenomeni fino ad arrivare alla sfrontatezza e al verificarsi dei reati in modo palese e quasi rivendicato.

Occorre un cambio assoluto di paradigma.

Per farlo è necessaria una reale presenza delle forze dell’ordine sul territorio, la determinazione a non lasciar correre e soprattutto il rafforzamento degli organici in Sicilia di polizia, carabinieri e guardia di finanza, non escludendo la decisione di utilizzare l’esercito (almeno per i periodi con maggiori contagi) per alcune funzioni istituzionali (scorte, posti di blocco e così via) in modo da alleggerire il carico delle forze dell’ordine e liberare uomini per i controlli sul territorio.

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